Sambuceto fiuta il colpo, Del Zotti: «Usiamo la testa»

9 Maggio 2019

Il 26enne viola è l’allenatore più giovane del campionato  «Ai teramani toglierei Puglia». Selvallegra torna in gruppo

SAN GIOVANNI TEATINO. Sessanta e non sentirli. Sono gli anni di attività festeggiati nel 2018 dal Sambuceto, prossima finalista dei play di Eccellenza. Traguardo tagliato qualche giorno fa, a spese dello Spoltore. Travolto in semifinale con un tennistico 6-0, a riprova del notevole potenziale d’attacco viola. Sfruttato al meglio da Francesco Del Zotti, che con i suoi 26 anni è l’allenatore di Eccellenza più giovane di sempre. Richiamato un mese fa al posto di Paolo Savini, che lo aveva a sua volta sostituito a metà febbraio, il tecnico brindisino è riuscito a raddrizzare la baracca. Dapprima facendo suo il decisivo scontro diretto col Capistrello, in calendario proprio all’ultima giornata, per poi concedere il bis, domenica scorsa, contro il quotato Spoltore. «In effetti», commenta il diretto interessato, «abbiamo disputato un’ottima prova corale. Non so però se sia stata la migliore di quest’anno, visto che anche in passato, avevamo giocato benissimo, raccogliendo però meno in alcuni casi. Rivedendo infatti coi ragazzi le immagini dell’ultima gara, ho avuto modo di notare alcuni errori commessi e che non dovremo ripetere sabato, contro la Torrese».
In che condizioni arrivate a questo appuntamento? «Direi buone. Soprattutto dal punto di vista mentale, che è poi l’aspetto fondamentale, a mio avviso. Ovviamente conta anche altro, come le qualità tecniche e lo stato di forma della squadra, ma è la testa che fa la differenza. Specie in sfide come quella che andremo ad affrontare». A tale riguardo, mister Del Zotti dovrebbe poter contare sull’intero organico, avendo recuperato anche i lungodegenti Selvallegra e Beniamino. «Quando si arriva in fondo ad una stagione, c’è bisogno di tutti, anche se non so quanti minuti abbiano nelle gambe i due. Di sicuro averli nuovamente a disposizione è una gran bella cosa».
Così come poter contare su un attacco come il vostro, quando c’è una partita da vincere a tutti i costi, visto che, da regolamento, sarebbe la Torrese a passare in caso di risultato pari. «L’efficacia sotto rete delle nostre punte», sottolinea l’allenatore del Sambuceto, «non si discute, ma va di pari passo con la loro bravura in fase di contenimento. Non è un caso se, una volta tornato in panchina, ho lavorato soprattutto sulla fase difensiva. Che va fatta in undici, e non solo con i difensori».
Chi teme di più della Torrese? «Se proprio devo fare un nome, indico Gabriele Puglia perché è davvero forte e perché è un amico, avendo con lui condiviso il corso da allenatore. Ma tutta la squadra della Torrese esige grande rispetto, al pari del suo allenatore. Che ha svolto un lavoro veramente egregio e merita sinceri complimenti». (s.d.c.)
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