San Nicolò pareggia e recrimina contro l’arbitro per due reti annullate

25 Aprile 2016

TERAMO. Un pareggio che tiene aperta ancora la porta per i play off, ora distanti tre punti. Ma il San Nicolò, a ragione, viste anche le immagini televisive, schiuma rabbia per la direzione arbitrale....

TERAMO. Un pareggio che tiene aperta ancora la porta per i play off, ora distanti tre punti. Ma il San Nicolò, a ragione, viste anche le immagini televisive, schiuma rabbia per la direzione arbitrale. Il fischietto leccese Politi, infatti, ha annullato due reti ai biancazzurri, ma è soprattutto la prima a far arrabbiare la società biancazzurra.

Contestato a Bucchi un fallo di mani inesistente, visto che l’attaccante di casa accompagna il pallone in porta con il petto. Si era sul 2-1, poteva essere la marcatura che, a un quarto d’ora dalla fine, chiudeva il match consegnando tre punti alla compagine di Epifani. E invece, qualche istante più tardi, è arrivato il pari di Trudo. L’altro episodio incriminato al 41’ quando D’Egidio, in contropiede, appoggia per Merlonghi che, solo davanti al portiere, mette dentro. L’assistente ravvisa, però, una posizione irregolare dell’attaccante biancazzurro e gol conseguentemente annullato. Direzione arbitrale sotto accusa già nel primo tempo, chiuso con la Jesina avanti: bravo Cardinali a trovare impreparata la difesa del San Nicolò nonostante i padroni di casa avessero prodotto occasioni nitide a due passi dalla porta. Nella ripresa, in appena undici minuti, lo show di Merlonghi che con la doppietta è salito a quota 12. Due conclusioni da applausi dal limite che non hanno lasciato scampo a Tavoni. Jesina che ha avuto anche due occasioni nitide per segnare ancora con Pierandrei e Carnevali mentre un attimo prima del 90’ una punizione bomba di Chiacchiarelli dal limite ha centrato in pieno la traversa. «È stata una bella partita con tante occasioni», questo il commento di Massimo Epifani, «ma è successo l’inverosimile. In tutta la stagione, nelle gare casalinghe, non abbiamo avuto mai un arbitraggio equo. Dispiace perché siamo una società sana, ma non veniamo rispettati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA