Sanchez contro la Sampdoria Lukaku vuole rientrare a Roma

5 Gennaio 2021

MILANO. Suonata l'ottava, ora Conte vuole sentire anche la nona sinfonia. Dopo la goleada contro il Crotone, domani l'Inter va a Genova per sfidare la Sampdoria di Ranieri in cerca del nono successo...

MILANO. Suonata l'ottava, ora Conte vuole sentire anche la nona sinfonia. Dopo la goleada contro il Crotone, domani l'Inter va a Genova per sfidare la Sampdoria di Ranieri in cerca del nono successo consecutivo: gara delicata ma che potrebbe portare i nerazzurri in vetta, considerando che in serata poi il Milan capolista ospiterà a San Siro la Juventus. Punti che quindi peseranno doppio, anche perché poi il calendario è tutt'altro che in discesa per Lautaro e compagni. A Genova sarà delicata anche perché mancherà Romelu Lukaku, totem e trascinatore in questa prima metà di stagione. Il belga si è fermato al 75' nella gara contro il Crotone, forse in tempo per evitare problemi più gravi: oggi si dovrebbe scoprire se dietro la contrattura al quadricipite si nasconde un problema più grave, ma in casa nerazzurra c'è ottimismo. Tuttavia, contro la Samp non sarà rischiato - è pronto Sanchez - , considerando il calendario ravvicinato e le sfide che attendono la squadra di Conte. L'obiettivo di centrare la nona vittoria di fila in campionato (che all'Inter non riesce dal 2006/07, quando con Mancini vinse 17 gare consecutive) nasconde anche la necessità di mettere punti in cascina, vista la quantità di scontri diretti in programma fino a febbraio. Nel prossimo mese e mezzo, infatti, l'Inter sfiderà Roma (10 gennaio), Juventus (17), Lazio (14 febbraio) e Milan (21 febbraio), con in mezzo altre gare tutt'altro che semplici come Udinese, Benevento e Fiorentina (i viola avversari anche in Coppa Italia). Sette giornate che potrebbero dire molto, se non tutto, sulle reali possibilità che la squadra di Conte riesca a interrompere il dominio della Juventus: per questo, fare punti nelle sfide con avversarie di livello inferiore è ancora più importante. Anche perché il tecnico sembra avere le armi giuste a disposizione. Nonostante un gioco magari non scintillante, i nerazzurri hanno infatti il miglior attacco della serie A con 40 reti realizzate, media di 2,7 a partita, un ritmo che l'Inter non teneva addirittura dal 1950/51 (quando ne segnò 45 nelle prime 15 giornate). Una forza che si scatena soprattutto nella ripresa.