Sanguedolce, il rilancio in panchina dopo la delusione con l’altra Ortona

ORTONA. Capitolino di nascita ma ortonese d'adozione, Fabio Sanguedolce è alle prese con la sua seconda vita calcistica. Sempre ad Ortona, ovviamente, ma sulla panchina di quella che ad oggi è la...
ORTONA. Capitolino di nascita ma ortonese d'adozione, Fabio Sanguedolce è alle prese con la sua seconda vita calcistica. Sempre ad Ortona, ovviamente, ma sulla panchina di quella che ad oggi è la prima squadra della città, complici la promozione (dalla Prima categoria) ottenuta l'estate scorsa dall'Ortona Calcio e la contemporanea retrocessione (in Prima) della Virtus. Società che gli ha regalato tante soddisfazioni e qualche dolore.
«Inducendomi a fermarmi, avendo perso la voglia di allenare», conferma il diretto interessato, che così spiega i motivi di una simile scelta, per fortuna (sua e dell'attuale squadra) superata dagli eventi... «Nell'estate del 2016, e dopo ben otto anni di onorata militanza in gialloverde, anni nei quali ho ricevuto tanto e dato altrettanto (da calciatore come da tecnico, ndc) sono stato lasciato a piedi senza uno straccio di spiegazione. Non discuto la mancata conferma, essendo il primo a sapere come nel calcio non si possa mai dare nulla per scontato. Avrei, però, gradito, proprio per il legame che pensavo di avere e meritare, almeno una telefonata di spiegazioni, e magari di ringraziamento, per il lavoro svolto. E invece niente. E' stata tale la delusione, che ho preferito staccare del tutto per dedicarmi al mio lavoro (all'ufficio tributi di Lanciano, ndc) e alla famiglia. Qualche offerta in verità è arrivata, anche quest'anno, ma non l'ho nemmeno presa in considerazione». Almeno finchè alla porta ha bussato l'Ortona Calcio... «I cui dirigenti conoscevo da tempo, al pari della gran parte dei giocatori. A loro, insomma, non ho saputo dire di no, anche se mi è spiaciuto entrare a scapito di un bravo collega, nonchè amico personale come Tommaso Di Biccari. Dal quale ho ereditato un'ottima squadra, la qual cosa ha reso più facile il mio lavoro». Iniziato tra l'altro benissimo, alla luce dei tre successi su tre sin qui conquistati. Risultati che hanno rilanciato la sfida dei gialloverdi al primo posto (distante un solo punto), al momento occupato dalla Delfino Flacco Porto. «Non immaginavo», prosegue Sanguedolce, «riuscisse a sbancare il campo della Val di Sangro, anche se quella pescarese è un'ottima squadra, con programmi ambiziosi e elementi esperti in ogni reparto. Sarà una bella lotta, dalla quale non escluderei nemmeno il Casalbordino, mentre pur ritenendola una formazione di livello assoluto, reputo più complicato un possibile reinserimento da parte del Sulmona». Che cosa le ha chiesto la società a dicembre? «Di fare il meglio possibile. Ivi compreso un possibile salto di categoria, non preventivato alla vigilia, ma vista l'attuale posizione di classifica...».
Sanguedolce è atteso domenica dalla trasferta di Raiano: «Che affronteremo», avverte in conclusione, «col dovuto rispetto ma sempre puntando al risultato pieno».
Stefano De Cristofaro
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