Sansovini avverte: sarà una battaglia

13 Novembre 2015

L’attaccante: «Guai a sottovalutare i lariani, sarebbe l’errore più grave»

PESCARA. Il suo campionato sta per cominciare. Dopo 12 giornate Marco Sansovini è sceso in campo per soli 50 minuti. Un grave infortunio al polpaccio lo ha tenuto ai box per oltre due mesi. Non è ancora al top, ma presto lo sarà. «Da poco», spiega Sansovini, «ho smaltito un brutto infortunio muscolare. Ora sto meglio e spero di dare una mano ai compagni». Il “Sindaco” non vede l’ora di ritrovare il gol che manca da troppo tempo. L’ultimo lo fece a Carpi sette mesi fa contribuendo al successo (2-1 lo scorso 14 marzo) contro la squadra che poi vinse il torneo cadetto. A 35 anni ha ancora tanti obiettivi. Con 54 reti in maglia biancazzurra è il terzo bomber della storia del Delfino. Sarebbe un bel traguardo superare Federico Giampaolo (65 centri) che occupa il secondo posto nella speciale classifica (il primo, ineguagliabile, appartiene a Mario Tontodonati, 120 gol). Altre mete? Raggiungere quota 150 marcature in carriera (ora è a 141: 81 in B, 38 in C1, 22 in C2) e, perché no, centrare un’altra promozione in A con il Delfino. «Non penso agli obiettivi. Ho in mente solo il match di Como. Non so nemmeno contro chi giocheremo la prossima settimana. Sarà una battaglia, i lariani sono ultimi in classifica e hanno un disperato bisogno di punti. Non dobbiamo sottovalutarli perché in B non c’è grande differenza tra le rose. È vero che alcune annoverano calciatori di alto livello, ma la differenza la fa sempre il collettivo».

Il bomber romano attende il suo turno. «Sono a disposizione e cercherò di farmi trovare pronto. La folta concorrenza in attacco è uno stimolo, sono tranquillo perché il mio momento arriverà».

Due sconfitte consecutive non si vedevano da tempo. «Nell’arco di una stagione ci sono alti e bassi. Non si può vincere sempre. L’aspetto da sottolineare è che la squadra crea occasioni e si esprime quasi sempre su ottimi livelli. Purtroppo alcuni episodi ci hanno penalizzato; non siamo morti e lo dimostreremo».

Per farlo bisognerà cambiare qualcosina. «Gli avversari iniziano a conoscerci e prendere le contromisure adeguate, ad esempio chiudendo gli spazi e aggredendo i nostri portatori di palla. Per questo dobbiamo essere bravi a trovare nuove soluzioni. Chiediamo ai tifosi un po’ di pazienza, anche se loro hanno già capito qual è lo spirito della squadra».

L’anno scorso alcune volte il Pescara è uscito tra i fischi al termine di una gara vinta, mentre sabato è stato applaudito dopo una sconfitta. «Significa che il nostro gioco piace e diverte il pubblico. Questa è una base fondamentale per costruire un progetto ambizioso». (g.t.)

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