«Sarà un Pescara molto arrabbiato»

20 Marzo 2016

Oddo suona la carica: «A Crotone giocheremo per vincere»

PESCARA. L'ultima vittoria risale al 30 gennaio, in casa, contro il Bari. E' passato troppo tempo e il Pescara deve tornare a fare punti per non gettare all'aria una stagione positiva. Cinquanta giorni di digiuno possono bastare, il Delfino ha fame e vuole interrompere il periodo di magra. Quella di oggi pomeriggio (ore 17.30), a Crotone, contro la vice capolista, è una sfida dura, ma non impossibile da vincere. I pitagorici non perdono allo Scida da 50 giorni, ovvero dal 30 gennaio, contro il Perugia. Una data che il Pescara ha segnato con la matita rossa. Massimo Oddo, però, non è scaramantico e non vuole appigliarsi alla cabala. «Ai numeri non guardo, perché lasciano il tempo che trovano», dice il tecnico alla vigilia della partita. «Noi non vinciamo da sette partite e il nostro obbiettivo è quello di tornare a farlo. I punti servono per il morale del gruppo e per la classifica. Al resto non penso». In settimana si è parlato di partita "giusta" al momento giusto, una specie di crocevia da non sbagliare. «Io non mi sono mai nascosto e non voglio essere banale, altrimenti potrei dire che siamo partiti per salvarci e le solite cose che dicono in molti. Io dico quello che penso e, a volte, posso sembrare presuntuoso. Fidatevi, non è così. Io rispetto tutto e tutti. Il Crotone ha già un piede in A e occupa meritatamente la posizione in classifica. Però, dico anche che in campo può succedere di tutto». Oddo è molto serio mentre parla. Pochi sorrisi e tanta concentrazione. «So bene che stiamo attraversando un periodo particolare, di crisi di risultati e abbiamo commesso tanti errori individuali, ma la squadra è viva e ha raccolto molto meno di quello che avrebbe meritato. Nelle ultime sette gare potevamo ottenere di più». Crotone dunque nel mirino. «Rispetto per il Crotone, ma noi non siamo da meno. Andremo per provare a vincere. Non dobbiamo perdere il nostro spirito. In settimana abbiamo lavorato sui nostri difetti. Non dobbiamo perdere le nostre certezze e sul piano del gioco non deve cambiare nulla. Ci vuole più concentrazione e furore agonistico. Negli ultimi tempi ci è mancata un po' di serenità e, forse, di lucidità», continua il 39enne allenatore del Pescara, che in settimana ha dovuto di nuovo lavorare anche sulle menti dei suoi calciatori. «Li ho visti frustrati, ma nel senso buono del termine. Li ho visti frustrati perché sono consapevoli di aver dilapidato diversi punti, hanno creato tanto ma hanno raccolto poco. Diciamo che li ho visti incazzati».

L'importante è tornare a fare punti, un pareggio potrebbe anche andare bene? «Andiamo per provare a vincere, non per pareggiare. La nostra filosofia è questa».

Il Pescara è agguerrito e il suo condottiero non vede l'ora di riagguantare il terzo posto, con una vittoria in Calabria. E nell'undici titolare ci saranno diverse novità. «Campagnaro, Coda e Mazzotta sono gli unici indisponibili. Mandragora farà il centrale di difesa. Zuparic e Fornasier sono diffidati e non posso rischiare. Questa è la prima motivazione. E poi Rolando ha la personalità di gestire il pallone dalle retrovie. A Cagliari, per esempio, in quel ruolo si è comportato bene. Verre è pronto, mentre Crescenzi non è al top. Avverte un leggero fastidio quando calcia. Vedremo. Per me può farcela, ma c'è sempre Vitturini». Quindi, davanti a Fiorillo, agiranno Zampano, Fornasier, Mandragora e Crescenzi. A centrocampo ci sarà Torreira ad orchestrare, con Verre e Memushaj mezze ali. Benali e Caprari i soliti scudieri di Lapadula, che all'andata mise a segno una doppietta. «Il Crotone è aggressivo, ma si chiude bene. In fase di non possesso fa più un 5-4-1 e riparte con grande velocità. Diciamo che Juric è stato bravo a miscelare calcio moderno e calcio antico. E' un innovatore. Lui è nato con mister Gasperini e da lui ha appreso tanto. Gli somiglia, la filosofia di calcio è quella. E' un tecnico preparato ed è mio amico, visto che abbiamo lavorato anche insieme nelle giovanili del Genoa». Juric è il nuovo Gasp. Massimo Oddo a chi si ispira? «Non ho modelli, cerco di apprendere qualcosa da tutti i tecnici, tipo Allegri, Gasperini o Ancelotti. Prendo qualche idea da coloro che apprezzo».

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