Saracinesca Lewandowski, il Teramo blinda la porta

Il polacco è il portiere meno battuto dei tre gironi con tre reti subite in sette gare «Merito di tutta la squadra, devo migliorare sulle uscite alte. Mi piace Szczesny»
TERAMO. Uno dei punti di forza del Teramo di Massimo Paci, secondo in classifica (e finora mai sconfitto) nel girone C, è la solidità difensiva. Michal Lewandowski condivide con il collega Stefano Greco della Pro Patria (girone A) la palma di portiere meno battuto della Lega Pro con tre reti subìte in sette gare giocate. Nelle tre partite disputate allo stadio Bonolis, tra l’altro, nessuno è riuscito a segnare a Lewandowski. Un ottimo inizio di stagione per il 24enne polacco, in Italia dal 2014 grazie al Crotone, che all’età di 18 anni lo prelevò dal settore giovanile dello Stal Mielec, formazione della città in cui Lewandowski è nato.
Il portiere ha conosciuto l’Abruzzo nel 2016-2017, quando l’Avezzano gli ha affidato il ruolo di titolare in serie D su volontà di due ex del Teramo come il direttore sportivo Stefano De Angelis e il tecnico Pino Tortora. Le prestazioni con l’Avezzano hanno attirato le attenzioni del Diavolo e con la mediazione di Emilio Capaldi (ex direttore generale del Teramo) Lewandowski è arrivato in biancorosso nel 2017-2018 trovando però poco spazio.
Dopo una breve parentesi in prestito al Monopoli, senza mai giocare, l’estremo difensore polacco è tornato a Teramo nell’estate di due anni fa e dall’inizio di questa stagione si è impossessato della maglia da titolare lasciandosi alle spalle il campionato 2019-2020 trascorso interamente in panchina.
Ieri, tramite la piattaforma Zoom, Lewandowski si è concesso alle domande dei giornalisti.
Lewandowski, cosa si prova ad essere il portiere meno battuto di tutta la C?
«È una grande soddisfazione, ma per me non cambia nulla. Se raggiungo questi livelli è perché c’è una difesa compatta e che concede pochi tiri in porta agli avversari. Questi risultati sono il frutto del lavoro di tutta la squadra. Io ho il compito di stare sempre sul pezzo e di farmi trovare pronto per una parata o per un’uscita».
Quest'anno, finalmente, è arrivata per lei la chance di avere il posto da titolare del Teramo. A che livello crede di essere adesso?
«Ho due anni in più di esperienza, ma è difficile dire se sono più forte o se sto attraversando un periodo di forma particolare. Mi considero una persona tranquilla e riflessiva. Sono migliorato sotto tanti aspetti grazie agli allenamenti che svolgo quotidianamente con il preparatore Nino Galli. I suoi consigli sono preziosissimi per me. Posso fare di più sulle uscite alte, questo è il dettaglio che voglio curare ulteriormente. Il posto da titolare è arrivato perché mi ha favorito l’infortunio di Valentini nel pre-campionato. Siamo due portieri giovani, mi impegno per mantenere ciò che mi sono guadagnato sul campo. La forza del Teramo è la sana rivalità che c'è in ogni reparto. Tutti lavorano con l’ambizione di giocare».
Il gol incassato a Pagani poteva essere evitato?
«Sì. Potevo respingere un po’ meglio il colpo di testa del loro attaccante (Guadagni, ndc). Mi riscatterò in un’altra occasione. Il mio obiettivo è fare sempre qualcosa di più».
C’è un portiere al quale si ispira?
«Non ce n’è uno in particolare. Provo a rubare qualcosa a tutti i portieri della serie A. Ho stima dei polacchi Szczesny , Fabianski e Skorupski e in ogni week end mi informo sulle loro prestazioni».
Che ne pensa del momento del Teramo?
«È presto per fare qualsiasi tipo di discorso perché siamo solo all’inizio. Tra una settimana ci attende il Catanzaro e la preoccupazione mia e dei miei compagni è quella di prepararci al meglio per questa partita».
Gaetano Lombardino
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