Sarri in partenza, Allegri resta

Lo Zenit corteggia il tecnico del Napoli, la Juve pianifica il futuro ricco di novità
C’è lo Zenit San Pietroburgo su Maurizio Sarri. Il tecnico sta valutando l’offerta del club russo orfano di Roberto Mancini diventato ct dell’Italia. E’ la novità dopo la serata di domenica al San Paolo caratterizzata dall'ennesimo duello verbale tra l'allenatore e il presidente De Laurentiis che gli ha lanciato un ultimatum chiaro: «Il tempo è scaduto». Sarri ha chiesto 48 ore di tempi supplementari e le avrà, ma deve scegliere. Chi gli è vicino parla di un tecnico toscano combattuto e indeciso, che guarderebbe con diffidenza l'ipotesi di andare in Russia e sarebbe invece allettato dall'ipotesi Chelsea. Ma lo Zenit sta corteggiando seriamente Sarri e sarebbe pronto a firmare subito, mentre la pista inglese è più difficile, vista la situazione ancora non chiara sul futuro di Antonio Conte, soprattutto dopo la vittoria della Fa Cup. Sarri temporeggia, quindi, ma il Napoli si irrita e sembra orientato a non aspettare oltre domani. Il tecnico è legato da un contratto fino al 2020 con una clausola rescissoria di 8 milioni valida fino al 31 maggio ma tutte le opzioni sono aperte, anche quella di un blitz di De Laurentiis che potrebbe, in mancanza di una decisione, esonerare Sarri e prendere un nuovo tecnico per garantire la programmazione della prossima stagione. De Laurentiis ha già avviato lo scounting. Dalla Spagna parlano di un possibile accordo in vista con Carlo Ancelotti, ma sul piatto ci sono anche due tecnici giovani come Unai Emery, l'uomo delle tre Europa League con il Siviglia e che ha appena lasciato il Paris Saint Germain. E c'è anche l'emergente Simone Inzaghi, meno saldo alla Lazio dopo aver perso il treno Champions League e il cui stile piace al patron azzurro, oltre a Marco Giampaolo, della Samp. Intanto il Napoli saluta Christian Maggio che non ha ricevuto da Sarri la chance di salutare giocando: «Sono rimasto deluso, non posso negarlo perché ci tenevo a chiudere questo ciclo mio nel miglior modo possibile». Probabile un finale di carriera al Torino dove ritroverebbe Mazzarri.
Juventus, tutti Allegri. Massimiliano Allegri sarà ancora il punto di partenza della costruzione della Juventus. La prima settimana di luglio inizierà il quinto anno del tecnico alla guida dei bianconeri. L'incontro di ieri nella sede della Juventus ha sgombrato il campo dalle altre ipotesi: il tecnico livornese, reduce dal quarto “double” consecutivo, sarà ancora alla guida della formazione bianconera. Nel summit durato tre ore tra Allegri, Marotta, Paratici e Nedved, sono state gettate le basi per la Juventus che tenterà l'assalto all'ottavo scudetto consecutivo e, naturalmente, alla Champions League. Nessun prolungamento dell'accordo già esistente con il tecnico, che scadrà nel 2020. Con gli addii certi di Lichtsteiner, Asamoah e Buffon, a un passo dalla firma sul contratto faraonico proposto dal Paris Saint-Germain che lo trasformerebbe nel testimonial di Qatar 2022, e il desiderio di alzare ulteriormente l'asticella provando ancora una volta l'assalto alla “coppa dalle grandi orecchie”, sono state delineate le strategie di mercato. Il primo tassello da sistemare sarà proprio il sostituto di Buffon, o meglio il secondo di Szczesny: in pole position c'è Mattia Perin del Genoa. Dopo la finale di Champions League, di sabato, tra Liverpool e Real Madrid potrebbe arrivare inoltre l'annuncio di Emre Can, il primo tassello della nuova Juventus, centrocampista in grado di innalzare il livello tecnico e fisico della mediana, senza per questo precludere arrivi eccellenti come quello di Cristante o del sogno Milinkovic-Savic. Rimarranno in bianconero, a meno di offerte irrinunciabili, i due bomber argentini Dybala e Higuain convocati da Sampaoli per il Mondiale con la maglia dell'Argentina.

