Sarri: «Preferisco la Premier alla serie A»

25 Agosto 2018

LONDRA. È bastato poco più di un mese dal suo arrivo a Londra perché Maurizio Sarri si innamorasse del calcio inglese. Due vittorie in altrettante uscite in Premier League, il suo Chelsea è primo, a...

LONDRA. È bastato poco più di un mese dal suo arrivo a Londra perché Maurizio Sarri si innamorasse del calcio inglese. Due vittorie in altrettante uscite in Premier League, il suo Chelsea è primo, a punteggio pieno. Ma al di là dei risultati, in questa prima fase Sarri sembra particolarmente apprezzare l'assenza di quelle polemiche continue, e spesso pretestuose, che caratterizzano la Serie A. Così ieri, ad esplicita domanda sulle differenze tra i due mondi calcistici, la risposta del tecnico italiano è stata eloquente. «In Italia è una guerra prima del calcio d'inizio, ma se dopo 20' una delle due squadre è sul 2-0, la partita è finita. Qui invece è una festa prima, una guerra durante. Quale calcio preferisco? Sicuramente questo». Un commento forse condizionato anche dall'ultima frecciata che gli ha riservato il suo ex presidente, Aurelio De Laurentiis che - in un'intervista all'Equipe - lo ha accusato di non aver centrato risultati importanti. «In tre anni gli abbiamo dato tutto, ma non ha vinto nulla», la critica di De Laurentiis. Alla quale l'interessato, in passato, aveva già risposto, ricordando il record di punti stabilito dal suo Napoli, e anche i meriti «di una delle Juventus più forti di sempre». Domani il Chelsea è atteso sul campo del Newcastle di Rafa Benitez, predecessore dello stesso Sarri sulla panchina del Napoli. «Gli sono molto grato perché quando sono arrivato a Napoli ho avuto la sensazione che quella squadra fosse quasi pronta per il mio calcio», le parole del tecnico italiano. «È un ottimo allenatore, con una carriera illustre. Sarà una partita difficile, l'anno scorso il Chelsea ha perso a Newcastle». Dopo due turni i Blues sono ancora a punteggio pieno, grazie alle vittorie su Huddersfield e Arsenal: per Sarri un impatto più che positivo con il calcio inglese, nonostante le perplessità sulla tenuta difensiva dei Blues. «Ma io non sono preoccupato per la difesa, perché tutte le mie squadre all'inizio hanno avuto problemi dietro. Ci alleniamo tutte le settimane per questo. Il gioco offensivo per certi aspetti è più facile da apprendere. Ho a disposizione giocatori intelligenti e mi aspetto che nel giro di un mese migliorino il proprio rendimento».