Sassarini carica il Lanciano: «Vogliamo prenderci la D»

I rossoneri affidano le chiavi del centrocampo all’ex regista dell’Avezzano: «Sarà dura vincere perché ci sono squadre attrezzate, ma puntiamo in alto»
LANCIANO. Il Lanciano consegna le chiavi del centrocampo a Umberto Sassarini, centrocampista di origine ligure che arriva in rossonero dopo una lunga militanza in serie D e una buona esperienza anche nell’Eccellenza abruzzese, che qualche anno fa ha vinto con l’Avezzano. «È bastato poco per decidere», spiega Sassarini, che ha compiuto 31 anni lo scorso gennaio, «ci siamo sentiti col presidente Fabio De Vincentiis e con Francesco Di Gennaro, e mi hanno convinto subito a venire. L’obiettivo mio e di tutti i compagni è di riportare Lanciano dove merita: è dura ma, se facciamo bene quello che dobbiamo fare, diciamo la nostra nell’alta classifica». Le principali rivali dei frentani nell’Eccellenza che prenderà il via l’8 settembre? «Personalmente a me non piace guardare oltre noi stessi, pensiamo innanzitutto a noi», sottolinea il centrocampista, «poi sappiamo che dovremo vedercela con altre formazioni ben attrezzate, a partire dal Castelnuovo che ha fatto la campagna acquisti più eclatante; ma ci sono anche Torrese, Sambuceto e Spoltore che restano squadre di buon livello, oltre a qualche outsider che sicuramente verrà fuori».
Nell’amichevole di sabato scorso con la Casolana, come nelle precedenti con ScafaPassocordone e Racing Aprilia, Sassarini è stato impiegato come mediano centrale nel classico 4-3-3 preferito dal tecnico Alessandro Del Grosso. «È il mio ruolo naturale perché io ho sempre giocato play nel 4-3-3 davanti alla difesa», spiega, «ma anche in un centrocampo con due centrali non ho problemi: mi adatto alle necessità del mister e della squadra». In ogni caso non ha avuto problemi ad ambientarsi, e giudica positivamente quest’inizio di ritiro: «Sono state due settimane di lavoro impegnativo sul piano fisico», dice il centrocampista, «e con la Casolana eravamo un po’ più stanchi rispetto alle altre due partite. Per quanto riguarda l’approccio con la società e col gruppo è andato tutto bene, visto che è stata conservata l’ossatura dell’anno scorso e così è stato più facile integrarsi. Lanciano poi è una piazza molto calda e importante», aggiunge Sassarini, «dove il calcio è molto sentito, perché a parte gli anni della B ha fatto tanta serie C, e questo è uno stimolo in più». Anche in Abruzzo in generale il calciatore di origine ligure è a suo agio, visti i trascorsi a Borrello, Avezzano, Paterno: «Sono diventato di casa: qui si sta bene… a parte il freddo: vengo dalle Cinque Terre è lì il clima è un po’ migliore! Ma ho la compagna ad Avezzano, vivo qui da 5-6 anni e ormai sono ben ambientato». A Lanciano trova un ambiente ambizioso, ansioso di recuperare palcoscenici più prestigiosi e reduce da due stagioni da record, nei quali i rossoneri hanno vinto due campionati e due coppe di categoria: il tris è possibile? «È difficile ripetere quanto fatto nell’annata scorsa a livello di risultati», chiosa Sassarini, «però mai dire mai».
Il Lanciano tornerà di nuovo in campo giovedì sera al Biondi: ospite dei frentani sarà il Pineto, club ambizioso di serie D come il Racing Aprilia che mercoledì scorso è stato superato 1-0. Lunedì prossimo è invece col Casalbordino (Promozione) l’ultima amichevole prima del debutto in coppa Italia di domenica 25 a Cupello (il ritorno il 1° settembre).
Andrea Rapino
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