Sauli e La Barbera argenti e rimpianti

10 Dicembre 2018

Sfuma l’oro per i due abruzzesi alle finali nazionali di Pescara

PESCARA. Si chiude con la consapevolezza di aver portato in Abruzzo una manifestazione sportiva di primo livello, a cui fa da contraltare l'amarezza per non essere riusciti a racimolare nemmeno una medaglia d’oro ai campionati nazionali assoluti elite di pugilato.
Alla fine, il bilancio per gli atleti di casa nostra parla di due argenti e due bronzi. Il rammarico è di aver raggiunto in due casi l’ultimo atto della competizione, con Amedeo Sauli tra gli uomini e Martina La Barbera per le donne, senza però centrare il bersaglio grosso. Che l’ultimo pomeriggio della manifestazione non sarebbe stato generoso con i colori abruzzesi lo si era capito già quando, a salire sul ring, era stata La Barbera nella categoria 81 kg, sconfitta dalla campana Di Palma al termine di un match a senso unico, che aveva raffreddato l’entusiasmo del numeroso pubblico presente sulle tribune del Pala Giovanni Paolo II di Pescara.
Poi la lunga attesa per l’incontro del 20enne marsicano, divenuto di fatto l’ultima chance di portare a casa un titolo italiano. Ma anche il suo match, nella categoria 69 kg maschile, si è messo subito in salita per effetto dei colpi assestati dal suo avversario Ben Haj.
Dopo le prime due riprese concluse a favore dell’atleta veneto, Sauli ha provato il tutto per tutto nell’ultimo round, senza però riuscire a sovvertire le sorti del confronto.
Abbracciato dal calore di amici e parenti giunti in massa da Civitella Roveto per sostenerlo, alla fine Sauli è salito sul podio per ricevere una medaglia d’argento che in questo momento non può bastare per soddisfarlo appieno: «Ho dato tutto quello che avevo, ho provato a boxare nel migliore dei modi. Purtroppo non è bastato e questo mi dispiace, soprattutto per le tante persone che sono arrivate fin qui. Prendo l’argento, che comunque rappresenta il risultato più alto della mia carriera, sperando possa essere di buon auspicio per il futuro». Perché nonostante la sconfitta, Sauli ha già voglia di guardare oltre: «Per forza, non posso fermarmi. Ho disputato un buon torneo, questo deve rappresentare la mia forza per il futuro», dice mentre si lascia consolare da chi gli sta intorno. Tuttavia, così facendo l’Abruzzo è costretto a rinviare nuovamente l’appuntamento con un titolo di campione d’Italia, assente tra gli atleti di casa nostra dall’edizione 2015, quando a conquistarlo fu Alfonso Di Russo, ieri presente sulle tribune del palasport. Poco distante da lui c’era anche Roberto Cammarelle, campione olimpico a Pechino 2008, ma medagliato anche ai giochi di Atene e Londra, ora direttore tecnico delle Fiamme Oro e team manager della federazione pugilistica italiana: «Stiamo provando a ricostruire un movimento che nel corso degli anni ci ha dato grandi soddisfazioni e che speriamo possa tornare a darcele. Dal 2000 al 2012 il nostro sport è sempre andato a medaglia alle Olimpiadi, grazie a me, ma anche ad altri atleti come Clemente Russo. A Rio abbiamo interrotto un’ottima tradizione, anche a causa di qualche infortunio di troppo, ma da Tokyo vogliamo riprenderla. L’obiettivo è portare a casa almeno una medaglia».
Poi Cammarelle fa un passaggio sugli atleti abruzzesi: «Ci sono giovani interessanti, come lo stesso Sauli, bravo tecnicamente ma che paga qualcosa sotto il profilo fisico. Ha l’età dalla sua parte per continuare a lavorare».
Questi tutti i verdetti della giornata conclusiva dei campionati nazionali assoluti elite di pugilato a Pescara. Tra le donne vincono il titolo italiano: Di Bari 48 kg, Fadda 51 kg, La Magna 54 kg, Sorrentino 57 kg, Flahli 60 kg, Amato 64 kg, Carini 69 kg, Canfora 75 kg, Di Palma 81 kg, Severin +81 kg. Per gli uomini, che hanno combattuto fino a ora di cena, si laureano campioni: Cordella 49 kg, Zara 52 kg, Russo 54 kg, Canonico 60 kg, Scarda 64 kg, Ben Haj 69 kg, Sarchioto 75 kg, Munno 81 kg, Fiori 91 kg, Cardotti +91 kg. Da registrare come, nella giornata conclusiva, non ci sia stato nessun ko.
Adriano De Stephanis
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