Schiavone si ritira a 38 anni: sogno di diventare allenatrice

6 Settembre 2018

NEW YORK (STATI UNITI). «Dico addio al tennis con tutto il mio cuore. Avevo due sogni nella mia carriera: vincere il Roland Garros e diventare una Top 10. Li ho realizzati e sono davvero felice»....

NEW YORK (STATI UNITI). «Dico addio al tennis con tutto il mio cuore. Avevo due sogni nella mia carriera: vincere il Roland Garros e diventare una Top 10. Li ho realizzati e sono davvero felice». Francesca Schiavone ha detto basta, si ritira. Stavolta non ci saranno ripensamenti. La campionessa milanese, che lo scorso 23 giugno ha compiuto 38 anni, ha scelto di comunicarla a Flushing Meadows, dove per la prima volta, nel 2000, aveva giocato nel tabellone principale di un Major (arrivò al terzo turno). Sempre agli Us Open, nel 2003, finì sulla prima pagina del New York Times per un match di secondo turno giocato su quattro giorni (con ben tre cambi di campo) a causa della pioggia, vinto contro la giapponese Ai Sugiyama. Anche se poi è stata Parigi, con la storica vittoria al Roland Garros del 2010, a proiettarla nella storia. Parigi, 5 giugno 2010 resterà una data storica: il giorno del primo trionfo azzurro al femminile in un torneo dello Slam. «Il Roland Garros farà sempre parte della mia vita. Ho partecipato a 18 edizioni di fila, l'ho vinto nel 2010 e sono arrivata in finale l'anno successivo». Francesca superò in finale per 6-4 7-6(2) l'australiana Samantha Stosur.
«È arrivato il momento di dire basta adesso», dice la Schiavone, «era nella mia testa già da un po’, da dopo il Roland Garros, poi mi sono serviti alcuni mesi per focalizzarlo al meglio. Amo questo sport e sono pronta a trasmettere la mia esperienza e la mia passione. Ha già un nuovo sogno, diventare coach». Di tornei Major in carriera (nel main draw) l'azzurra ne ha giocati 70, di cui 61 di fila, ad un passo dal record, 62 consecutivi, di Ai Sugiyama. E se gli organizzatori degli Australian Open del 2016 non le avessero fatto lo «sgarbo» di non concederle una wild card per il tabellone principale il primato della giapponese sarebbe caduto. Proprio a Melbourne era stata protagonista con la Kuznetsova, negli ottavi del 2011, del match più lungo della storia: 4 ore e 44 minuti al termine dei quali l'azzurra si era imposta per 6-4 1-6 16-14. Nei quarti avrebbe pagato la fatica cedendo in tre set alla Wozniacki ma il suo miglior risultato nello Slam Down Under le avrebbe poi regalato un best ranking stellare: numero 4 Wta.