Schwazer, sfuma il sogno «Ricorro, io a Rio ci vado»

9 Luglio 2016

Atletica. Le controanalisi confermano il doping, immediata la sospensione Iaaf L’allenatore Donati: «Siamo in tempo, vogliamo poter esporre le nostre ragioni»

ROMA. I Giochi di Rio de Janeiro sono ormai solo un miraggio per Alex Schwazer: le analisi del campione 'B' hanno confermato i risultati del campione 'À e cioè la positività a steroidi anabolizzanti dopo un controllo effettuato l'1 gennaio e reso noto il 21 giugno. Immediata la sospensione da parte della Iaaf ma Schwazer non si arrende: «Lotterò fino all'ultima possibilità per fare chiarezza su questa storia: voglio andare alle Olimpiadi di Rio per dare una risposta in gara perché sono pulito». Ma la strada per Rio del marciatore altoatesino è ormai compromessa: i tempi sono strettissimi, il termine ultimo per l'iscrizione degli atleti è fissato per il 18 luglio, prima dei 14 giorni di tempo che la Iaaf, nel dispositivo della sospensione, dà a Schwazer per chiedere di essere ascoltato sulla vicenda. «Impugneremo la sospensione - fa sapere il suo avvocato Gerhard Brandstaetter - ricorreremo contro la sospensiva con l'auspicio che si arrivi in tempo a stabilire la verità». «Dopo la notizia della positività - dice Schwazer - non ho mai smesso di allenarmi nonostante il dolore, la rabbia e l'amarezza che assorbono tutte le mie energie. Lo faccio per il mio allenatore, per chi mi è sempre stato vicino e per tutti quelli che ogni giorno dimostrano di credere in me e nella mia innocenza. Lotterò fino all'ultima possibilità per far chiarezza su questa storia: sono pulito». Al fianco dell'altoatesino il suo allenatore, Sandro Donati, secondo il quale «la gravità della situazione ed i troppi lati oscuri meritano l'attenzione della Wada che dovrebbe aprire con urgenza un'indagine nei confronti della Iaaf. Sarebbe un pessimo segnale se dovesse prevalere l'ammiccamento tra istituzioni che schiaccia la verità». Schwazer ed il suo entourage hanno gridato al «complotto» da subito: secondo Brandstaetter «non solo i periti di parte ma anche specialisti esterni hanno confermato l'assoluta correttezza e regolarità di tutti i profili steroidei ed ematici di Alex e che il test sospetto di gennaio può avere solo origini esterne che sono già state denunciate anche penalmente, senza considerare le gravi irregolarità di tutta la procedura che hanno accompagnato il controllo di gennaio».

«Faremo un'istanza agli organi competenti di giustizia italiani quindi al Tribunale antidoping per far valere i nostri argomenti, molto duri». Lo ha annunciato Sandro Donati. «Se ci danno udienza faremo valere le nostre ragioni. Quella potrebbe essere la sede nella quale sospendere ogni giudizio e consentire ad Alex di essere iscritto 'sub iudice’ ai giochi Olimpici. Ma il caso potrebbe anche essere archiviato, gli elementi che siamo in grado di portare sono tali che confidiamo nell'archiviazione».