Sci, Brignone è una gigante

18 Marzo 2024

Successo numero 27 in carriera, la Coppa va a Gut-Behrami

SAALBACH. Una Federica Brignone sempre più stupefacente ha vinto in 2’20”75, sciando al limite sulla fragile neve di Saalbach scaldata da un sole quasi estivo, anche l'ultimo Gigante della stagione. Per lei è il sesto successo di una stagione eccellente ed il 27° in carriera: è sempre più lei la miglior italiana nella storia dello sci. Ed è la terza vittoria nelle ultime tre gare a cui ha partecipato: la dimostrazione di una forma fisica e mentale strepitosa. Con lei sul podio la neozelandese Alice Robinson e la norvegese Thea Stjernesund. La vittoria di Brignone non è bastata però a rimontare i 95 punti su Lara Gut-Behrami per vincere la coppa di disciplina. Alla svizzera è stata infatti sufficiente una gara da ragioniera, tutta prudenza e tattica, per ottenere il 10° posto e vincere così non solo la coppa di gigante ma soprattutto, con due gare di anticipo, la sua seconda coppa del mondo dopo quella del 2016. E cosi a Saalbach è davvero un festival svizzero dopo che Marco Odermatt ha sua volta portato nella confederazione la sua terza coppa del mondo e quella di gigante. Il tutto - va riconosciuto - grazie anche e forse soprattutto alla assenza dell'americana Mikaela Shiffrin, ferma per due mesi dopo la brutta caduta di Cortina a fine gennaio. «È stato davvero bellissimo vincere in questo modo questo gigante», ha detto alla fine una felicissima Federica Brignone dopo il suo successo sulla neve di Saalbach. «Nella seconda manche non riuscivo quasi a far riscaldamento col caldo che c'era, avevo la nausea», ha raccontato. «Sono partita e ho cercato di fare al massimo la prima parte, come nella prima manche. Poi forse ho spinto troppo, ero troppo arretrata, sono scivolata e ho pensato 'la gara è andata’. Poi anche sotto sono andata larga in una porta e di nuovo pensato che fosse finita. Poi, invece, sono arrivata giù e mi sono vista in testa; è stato davvero bellissimo». Scambio di complimenti tra Brignone e Lara Gut. In realtà con 95 punti di distacco dalla svizzera, l'azzurra ha ammesso di non «aver creduto di poter vincere la coppa: mi premeva solo far vedere quel che valgo». E lo ha fatto alla grande in una gara «abbastanza al limite» in cui su due diversi passaggi con inclinazioni eccessive e scarponi che hanno toccato la neve è salvata solo grazie alle sue grandissime doti acrobatiche. In questo gigante invece la piemontese Marta Bassino, seconda azzurra in gara, ha inforcato rovinosamente finendo fuori senza danni apparenti.