Scialbo pareggio tra Paterno e Cupello

AVEZZANO. Nel gioco del calcio, uno dei tre possibili finali è il pareggio, risultato che non sempre viene accettato di buon grado; ma quando la qualità del gioco è inferiore alla sufficienza, allora...
AVEZZANO. Nel gioco del calcio, uno dei tre possibili finali è il pareggio, risultato che non sempre viene accettato di buon grado; ma quando la qualità del gioco è inferiore alla sufficienza, allora bisogna fare buon viso a cattivo gioco e accontentarsi.
Il nulla di fatto che Paterno e Cupello hanno portato a casa al termine dei loro 90’, è lo specchio fedele di quanto espresso in campo.
Volontà più che a sufficienza, non altrettanto per le occasioni create, salvo qualche rarissima eccezione. Tra le fila dei marsicani mancava l’argentino Bolzan per infortunio e la sua assenza si è sentita pesantemente.
Del Cupello è stata apprezzata la manovra sulle fasce, con i guizzanti Antenucci e D’Antonio a fare da guastatori, ma senza il necessario supporto in fase di finalizzazione.
L’occasione più clamorosa è di marca locale e porta il nome di Sabatini, che dopo aver saltato anche il portiere, con la porta spalancata riesce a mettere il pallone a lato, tra lo sconforto e gli improperi dei suoi tifosi.
A fine partita, il presidente del Paterno Di Gregorio accetta serenamente il pari ed afferma: «È un punto che prima o poi tornerà buono, ma non posso negare che l’assenza di Bolzan si è fatta sentire parecchio».
Dall’altra parte il tecnico Di Francesco concorda: «Sapevamo di dover affrontare un avversario temibile ed equilibrato e quindi lo 0-0 è un risultato che accettiamo di buon grado».
Chi non ha accettato di buon grado è il pubblico, che avrebbe preferito vedere uno spettacolo diverso.
Plinio Olivotto
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