Sciotti deluso: non si fanno gli interessi del made in Italy

La Nippo Vini Fantini, l’unica squadra professional con uno sponsor abruzzese, è il grande assente oggi. Suo malgrado, perché non è stata invitata dalla Rcs Group che organizza il Giro d’Italia. Un’es...
La Nippo Vini Fantini, l’unica squadra professional con uno sponsor abruzzese, è il grande assente oggi. Suo malgrado, perché non è stata invitata dalla Rcs Group che organizza il Giro d’Italia.
Un’esclusione che, a gennaio, ha provocato non poche polemiche. Dentro Bardiani, Wilier Selle Italia, Gazprom-Rusvelo e CCC Sprandi: due italiane, altrettante straniere. Niente Giro per la Nippo Vini Fantini.
Una ferita aperta per Valentino Sciotti, di Crecchio, amministratore delegato della Farnese Vini che nel ciclismo è da anni. Non sono mancate le proteste, tanto che il caso è finito in parlamento. Ma la Rcs Group non ne ha voluto sapere. «Io penso che non sia stato un bel segno verso l’Abruzzo e il sud in generale», sostiene Valentino Sciotti. «Secondo me, è stata una grave mancanza di rispetto. Ognuno fa le scelte che ritiene più giuste, però...».
La ferita rimane. «La scelta è stata metabolizzata. Ma io vado oltre il ciclismo e dico che è stato tradito il made in Italy: gli enti pubblici mettono tanti soldi per la manutenzione delle strade e poi vengono scelte squadre estere nella manifestazione ciclistica più importante, a scapito di quelle italiane. Io sono dell’avviso che bisogna fare gli interessi della nostra Italia. Tutto qui».
E poi: «Mi hanno fatto male i modi: si può anche fare una scelta, bastava sedersi a un tavolo e discuterne. Magari avvisare prima in modo tale che avremmo fatto un’altra programmazione dopo due inviti andati a buon fine». Il progetto Nippo Vini Fantini va avanti, però... «Non mi sento tutelato dalle mie istituzioni (ovvero la federazione in primis, ndr) e mi sto guardando attorno, all’estero. E non escludo di trasferire la sede dell’attività oltreconfine. Pago le tasse in Italia e l’Italia mi chiude le porte in faccia? Ma stiamo scherzando?». A livello di immagine ed economico l’esclusione dal Giro ha pesato non poco. Ma Sciotti contestualizza l’accaduto. «Se penso che l’Italia è passata da 14 squadre che facevano il Giro a 2 qualcosa, di certo, non va. La federazione è passiva di fronte all’agonia del nostro movimento. Sono rimaste quattro squadre, tutte di seconda fascia. E di certo non ci aiutano i ragazzi che continuano ad avvicinarsi al doping così come è accaduto di recente». E poi: «Se avessi pensato allo sviluppo e alla promozione del marchio avrei potuto legarlo a una squadra World Tour. Invece, continuo a portare avanti questo progetto, perché mi piace e perché cerco di fare qualcosa per la mia terra».
Sarà alla tappa? «Penso di sì, di certo sarò alla partenza, a Montenero di Bisaccia. Poi, penso di salire anche in montagna per godermi questa bella tappa».
Si è parlato di un progetto di fusione tra la Nippo Vini Fantini e il Gm Ovini, che cosa c’è di vero? «Di vero c’è che io e Gabriele Marchesani siamo molto amici…».

