Sciotti dopo il no al Giro d’Italia: «Non c’è spazio per certi valori»

PESCARA. La Nippo Vini Fantini Europa Ovini c’è rimasta male. Molto più di quanto possano far immaginare le parole dei dirigenti del team professional di ciclismo. La seconda esclusione di fila dal...
PESCARA. La Nippo Vini Fantini Europa Ovini c’è rimasta male. Molto più di quanto possano far immaginare le parole dei dirigenti del team professional di ciclismo. La seconda esclusione di fila dal Giro d’Italia, ad opera della Rcs Sport, ha lasciato il segno, perché al di là del basso profilo utilizzato nelle ultime settimane questa volta la dirigenza sperava davvero di ottenere una Wild Card. Che, invece, è andata alla Bardiani del teatino Giulio Ciccone, all’Androni, alla Wilier e all’Israel. La reazione è stata di delusione, ma non rabbiosa come un anno fa quando arrivarono anche le interrogazioni parlamentari contro la Rcs Sport che organizza la corsa rosa. Il patron Valentino Sciotti dall’Australia, dove si trova per lavoro, ha scritto un post su Facebook: «Essere diversi non sempre piace. Voler guardare al futuro e volerlo scrivere più bello e credibile del presente, può non piacere. In una società dove il risultato viene prima di ogni cosa e del modo in cui lo si ottiene», il suo pensiero, «forse non c'è spazio per i valori, ma, io resto me stesso e continuo ad inseguirei i miei sogni perché quelli non me li può distruggere nessuno».
Quindi, Damiano Cunego chiuderà la carriera senza fare il Giro d’Italia che pure ha vinto nel 2004. In compenso, la Rcs Sport ha invitato la Nippo Vini Fantini Europa Ovini alla Tirreno-Adriatico, alle Strade Bianche e al Lombardia. Una mano tesa, per ora. Per il Giro d’Italia 2019 si vedrà.
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