Scognamiglio: io, Pescara e il pokerissimo

28 Novembre 2019

Il difensore domenica torna a Perugia da ex: «Gara dura, ma possiamo vincere. Il sogno? La quinta promozione in carriera»

PESCARA. Mister promozione vuole ingranare la quinta. Gennaro Scognamiglio, difensore del Pescara, in carriera ha vinto quattro campionati e adesso punta al pokerissimo. Il 32enne napoletano si è raccontato al Centro in vista della trasferta di Perugia. Domenica, al Curi, sarà uno degli ex in campo.
Scognamiglio, per Pillon l’anno scorso e adesso per Zauri, è una pedina imprescindibile. Una bella responsabilità, non crede?
«Fa piacere sentirsi importante. L’anno scorso sono partito in sordina, venivo da un lungo infortunio e poi pian piano sono venuto fuori con Pillon in panchina. Quest’anno ho avvertito fin da subito la fiducia dell’allenatore Zauri. Cerco sempre di dare il massimo e di aiutare la squadra dentro e fuori dal campo».
Rispetto all’anno scorso anche il suo peso forma è migliorato sensibilmente, vero?
«Sì, sono dimagrito parecchio e fisicamente sto benissimo».
Domenica c’è Perugia-Pescara. Per lei una gara particolare visto che è uno degli ex.
«A Perugia, sei anni fa, è stata una stagione molto importante per la mia carrierera. Grande piazza e grande pubblico. Per noi sarà una partita molto dura perché loro arrivano da due sconfitte di fila. Bisognerà sfoggiare una prestazione super».
Quest’anno il Pescara non è partito bene, poi pian piano la squadra si è compattata ed è esplosa. Come se lo spiega?
«Le difficoltà dell’inizio erano dovute anche ai tanti elementi nuovi arrivati in estate e bisognava avere un po’ di tempo per cementare il gruppo. Con Zauri, dopo il ko con lo Spezia, ci siamo confrontati ed è stato molto importante. L’allenatore è stato bravo a trovare le giuste soluzioni tattiche».
Tredici partite disputate e quattro sistemi di gioco cambiati. Lei si trova meglio con la difesa a tre o preferisce giocare con quattro difensori?
«Le cose migliori le abbiamo fatte giocando con la difesa a 4 e penso alle gare contro Benevento e Pisa. Poi è chiaro che con la linea a 3 non abbiamo rischiato nulla, come è successo contro la Cremonese. Possiamo adattarci a tutto, senza problemi. L’importante è l’atteggiamento, il modulo è relativo».
Questo Pescara è più forte o più debole rispetto all’anno scorso?
«Sicuramente più offensivo rispetto all’anno scorso. Tuttavia, stiamo parlando di due squadre diverse. Questa di Zauri è più votata all’attacco».
Passiamo alla volata per centrare la serie A. Il Pescara può arrivare fino in fondo?
«Dobbiamo provarci. Stiamo dimostrando che possiamo giocarci le nostre carte, ma con calma e senza montarci la testa. La classifica è corta e non si può sbagliare. Il mese clou sarà marzo. Lì capiremo dove si potrà arrivare».
Torniamo alla semifinale play off dello scorso anno contro il Verona. Lei commette il fallo da rigore su Di Carmine, viene espulso e il Verona vince grazie al gol dal dischetto. Brucia ancora quel ricordo?
«Sì, tanto. Non ho ancora smaltito quella delusione. Ci penso spesso e spero quest’anno di riprendermi quello che mi è sfuggito nella passata stagione».
Domenica dovrà marcare Iemmello, capocannoniere del torneo con 9 reti. Come si ferma un centravanti così?
«È un giocatore forte e bisogna stare sempre concentrati su ogni palla. Oltre a lui, però, nel Perugia ci sono anche Falcinelli e Buonaiuto. Due elementi molto pericolosi».
Che pronostico si sente di fare per domenica?
«Andiamo a Perugia per vincere, ma l’importante è anche non perdere».
In carriera lei ha centrato quattro promozioni. Punta al pokerissimo?
«Certo che ci punto. Dall’ultima promozione sono passati alcuni anni ed è arrivato il momento di vincere per aggiornare il curriculum (ride, ndr). Mi piacerebbe chiudere il 2020 tagliando con un bel traguardo, dico solo questo».
Lei ha lasciato Castellammare di Stabia a 13 anni per andare al Treviso, dove ha fatto il settore giovanile. Ha dei rimpianti?
«No, mai avuti, ma non è stato facile lasciare casa così presto. Io volevo fare il calciatore fin da bambino e ci sono riuscito. Ho fatto una esperienza bellissima e sono riuscito, negli anni, a coronare il sogno che avevo fin da piccolo».
Che consiglio si sente di dare ai giovani che vogliono fare il suo mestiere?
«Perseguire degli obiettivi, avere sempre la testa sulle spalle e rispettare le regole».
Senza calcio cosa avrebbe fatto?
«Non saprei. Ho sempre pensato al calcio».
Quando smetterà, invece, cosa farà?
«Tra qualche anno vorrei allenare, anche se come ruolo è abbastanza difficile».
Diversi ex giocatori del Pescara, negli ultimi tempi, sono entrati nel Pescara con altre vesti. Lei ci pensa?
«Sarebbe bello e mi piacerebbe. Qui sto bene e la società è molto organizzata. La mia famiglia a Pescara si trova divinamente e sarebbe tutto molto più semplice iniziare un nuovo percorso di vita».
Rinnoverà il contratto?
«Ne ho parlato con il mio agente e ho sempre detto che vorrei rimare qui a lungo. Adesso lui farà un passaggio con la società. Sarebbe bello scrivere una pagina di storia del Pescara e poi continuare a lavorare in società con altre mansioni».
Come si vive a Pescara?
«Molto bene. La gente ti ferma per strada e ti fa sentire importante. È una città del sud, come piacciono a me. Tutti mi avevano parlato bene di Pescara e vivendoci dico che non potevo fare scelta migliore. Io e mia moglie stiamo anche pensando di fermarci qui ancora per altri anni».
Perché non ha mai giocato in A?
«Non lo so, ma forse qualcosa ho sbagliato. Dopo l’annata di Trapani speravo di approdarci, invece sono ancora in B. Spero ancora per poco...».
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