Scoppia la grana Machìn L’agente attacca Pillon

28 Gennaio 2019

Di Campli: «Una mancanza di rispetto tenerlo fuori, se non gli serve lo dica»

LIVORNO . Al termine del match scoppia la grana Machìn. Il centrocampista guineano, in odore di trasferimento al Genoa, rimane in panchina per tutta la gara e dopo il fischio finale il suo agente, Donato Di Campli, attacca l’allenatore biancazzurro. «Pillon deve spiegare alla società i motivi dell’esclusione», dice l’avvocato frentano, «Josè è un patrimonio del Pescara e rischia di essere depauperato (in tribuna c’erano gli osservatori del Genoa che speravano di vederlo all’opera, ndr). Ci vuole rispetto, ora basta. Machìn si è sempre messo a disposizione, ha accettato le scelte del tecnico, anche quando lo ha schierato in un ruolo non suo. Nonostante tutto, è puntualmente il primo ad essere sostituito. Ma con la panchina di Livorno la misura è colma. Brugman era squalificato e Memushaj non si è allenato in settimana. E chi viene fatto fuori dalla formazione? Basta, siamo stufi, è stata una mancanza di rispetto. Se Pillon non lo ritiene importante lo dicesse, troveremo un’altra destinazione».
A dieci minuti dalla fine Pillon ha mandato in campo Alessandro Bruno per portare a casa un punto che alla vigilia appariva striminzito, ma che invece è importante per il Pescara. I biancazzurri, infatti, non sono stati brillanti al Picchi e si devono accontentare di questo 0-0 che almeno permette di agganciare il Lecce al terzo posto. «E’ fondamentale non aver subìto gol», afferma Bruno, «quando la partita non la puoi vincere non la devi perdere e questo è un buon punto. La difesa ha fatto un’ottima prestazione». Tre legni colpiti dagli amaranto e soprattutto grandi occasioni per la formazione di Roberto Breda. «Sapevo della determinazione del Livorno, so come si sono allenati, perché fino ad una settimana fa ero qui, e sapevo che sarebbe stata una battaglia per noi. Il Livorno ce la metterà tutta ad uscire da questa situazione. Nell’ultimo periodo ha fermato anche Verona e Palermo, che sono due big del campionato. Loro ci hanno messo qualcosa in più, loro hanno vinto i duelli, ci hanno messo maggiore determinazione. Per noi è un punto guadagnato, anche se per fare un salto di qualità mentale dobbiamo metterci di più». Il problema è proprio questo: in una partita del genere, contro un avversario non irresistibile, con la possibilità di ridurre il gap dal primo posto e guadagnare punti preziosi in chiave promozione, il Pescara ha steccato. Il salto di qualità non è arrivato e per Bruno si tratta di un fattore mentale. «Non so nel dettaglio cosa manca a questa squadra. Per vincere le partite sicuramente ci vogliono più determinazione, voglia e carattere, bisogna giocare un tantino sporco e non sempre in maniera pulita. Dobbiamo affrontare il girone di ritorno con queste qualità tecniche ma anche caratteriali, perché è molto più difficile del girone d’andata». Il match con il Brescia sarà un bel banco di prova anche per questo motivo. «Adesso dobbiamo soffermarci su cosa non ha funzionato col Livorno per non commettere gli stessi errori. Serve grande attenzione con le rondinelle». Per Bruno accoglienza non felicissima, con il Picchi che l’ha fischiato al momento di entrare in campo. Il centrocampista dribbla le domande e si sofferma sul ritorno a Pescara. «Sono stato accolto benissimo dai compagni, con alcuni ci conoscevamo già e non c’è stato alcun problema. Spero di poter dare un contributo importante alla causa del Pescara».
Sufficiente la prestazione di Franck Kanouté, che a centrocampo ha sostituito il capitano Brugman, assente. Il giovane senegalese ammette che il Pescara ha portato via un punto senza chissà quanto meritarlo. «Siamo stati anche fortunati, perché potevamo prendere gol in alcune circostanze. Nel primo tempo eravamo un po’ impauriti, nel secondo tempo ci abbiamo provato ma il gol non è arrivato. Noi non siamo preoccupati dalla poca brillantezza, non si può giocare sempre bene, talvolta bisogna anche portare a casa i punti in maniera sporca».
Simone Matteucci