Sebastiani: Baroni rimane, non è una fiducia a tempo

Il presidente blinda l’allenatore, ma la partita di Bari diventa decisiva Marino pronto a tornare. L’ad Iannascoli: «Ko imbarazzante, ora serve la svolta»
PESCARA. I titoli di coda sono pronti. Un serrato faccia a faccia tra il presidente Daniele Sebastiani, l’amministratore delegato Danilo Iannascoli e il vicepresidente Gabriele Bankowski ha messo in salvo, almeno per qualche giorno, la panchina di Marco Baroni. Per l’allenatore del Pescara è una fiducia a tempo, perché, se martedì, a Bari, non dovesse esserci una reazione, l’esonero scatterà automaticamente. Poi ci sarà da divertirsi per capire chi sarà il sostituto, visto che non tutti i dirigenti sono d’accordo nel richiamare in panchina Pasquale Marino, che, strano scherzo del destino, fu esonerato proprio dopo Bari-Pescara lo scorso 22 febbraio.
Subito dopo il fischio finale gli sguardi di Sebastiani e Iannascoli non si sono incrociati con quello dell’allenatore, visibilmente abbacchiato per i 5 schiaffi presi dal Carpi.
Qualche minuto dopo, però, nella pancia dello stadio, il summit decisivo, dove al tecnico è stata rinnovata la fiducia e Baroni, contemporaneamente, ha chiesto alla società di voler portare la squadra in ritiro.
Dunque, da ieri sera, Delfino blindato nell’hotel Dragonara di San Giovanni Teatino. Il ritiro punitivo servirà?
A Bari l’ultima chiamata. Baroni in due giorni dovrà essere abile a rianimare lo spogliatoio, che è visibilmente spaccato al suo interno. L’abbandono di Guana il primo segnale, poi, ieri, subito dopo la sostituzione, Riccardo Maniero era imbufalito per il cambio. La squadra ha dato l’impressione di non seguire più Baroni. Ovviamente in suo soccorso sono arrivati i dirigenti, in primis il presidente Sebastiani. «In campo la squadra deve mordere», dice. «C’è qualche giocatore che non segue l’allenatore? Beh, può accomodarsi in tribuna». Sebastiani non vuol sentir parlare di ultima spiaggia per il tecnico fiorentino. «Nel modo più assoluto. Forse l’ultima spiaggia può essere per gli altri e non per il tecnico. Baroni non è in discussione. Vediamo il suo lavoro quotidiano e secondo noi sta facendo bene. Ora tocca alla squadra reagire. Le responsabilità sono di tutti. In serie B non servono i nomi in campo, ma occorre avere gente che dia tutto», è il pensiero del presidente. «Dopo una prestazione come questa, bisogna tirare fuori l’orgoglio e la determinazione. Quella con il Carpi è stata una partita da incubo dove abbiamo preso delle infilate assurde. Credo che sia stato il Pescara più brutto dell’anno e salvo solo due giocatori. Uno è Memushaj. Lui si è buttato nel fuoco, gli altri no».
L’amministratore delegato Danilo Iannascoli non usa giri di parole: «Sconfitta imbarazzante», dice l’ad. «La squadra sta regredendo e questa cosa mi preoccupa. Adesso spetta all’allenatore toccare le corde giuste per risollevare la situazione. Esonero? No, abbiamo fiducia in Baroni. Ma è chiaro che serve subito un segnale forte, perché con il Carpi la squadra era assente sia dal punto di vista tattico, fisico e di fiducia nei propri mezzi. Nessuna fiducia a tempo, ma bisogna darsi una mossa. Dopo 2 vittorie di fila c’eravamo illusi. Perdere in questo modo è inaccettabile e speriamo che in questo momento il ritiro chiesto dall’allenatore possa servire per tornare a fare punti». A Bari, dunque, l’ultima chiamata per Marco Baroni, che si giocherà la panchina nonostante le rassicurazioni della società.
La squadra già oggi tornerà ad allenarsi e non è da escludere che al San Nicola il tecnico possa stravolgere il Delfino, sia negli uomini e sia nel sistema di gioco.
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