Sebastiani: «Benali resta fino al 2022»

27 Settembre 2017

Il libico ha poco spazio, ma il presidente lo blinda: pronto un contratto di 5 anni

PESCARA. Il torneo è iniziato con alti e bassi. Alcune leggerezze e qualche infortunio di troppo stanno rallentando il percorso di crescita, ma il presidente Sebastiani è fiducioso. Intervenuto ieri nella presentazione del nuovo sponsor (gruppo Sarni) il maggiore azionista biancazzurro ha analizzato la situazione partendo dagli imprevisti. «Abbiamo vari elementi infortunati, ma questo fa parte del gioco. A breve torneranno tutti a disposizione. Per qualcuno il Pescara aveva una rosa troppo ampia, invece bisogna rendersi conto che se vuoi essere protagonista devi avere i ricambi. Se l’organico non fosse stato numeroso, in questa fase saremmo in emergenza». Dopo i botta e risposta di qualche giorno fa, il presidente fa chiarezza sul suo rapporto con Zdenek Zeman. «Con lui non ho mai avuto problemi. Anche la situazione che si era creata due anni è stata risolta e Zeman ha capito che non potevamo fare diversamente (il riferimento è all’accordo trovato col boemo e poi saltato dopo l’exploit di Oddo che portò il Pescara alla finale play off, ndr)». L’avvio di stagione di Benali è stato altalenante, ma Sebastiani lo difende strenuamente e annuncia: «A breve gli farò firmare un contratto quinquennale. È un calciatore importantissimo per noi. Un ragazzo eccezionale che, come tutti quelli che hanno a cuore una maglia, vorrebbe giocare sempre. Però decide l’allenatore e in questo momento Zeman non lo vede pronto. Però sono certo che nelle prossime settimane darà un contributo enorme. Mezzala o esterno? Può fare tutto, Benali doveva restare in serie A. Ma per lui vale lo stesso discorso fatto per Zampano. Semplicemente, non sono arrivate richieste. Ora questi ragazzi devono capire che bisogna rituffarsi nella mentalità della B e non snobbare la categoria. Se uno pensa che sia un campionato semplice si sbaglia. È un discorso generale, non riguarda Zampano e Benali, e tutti noi dobbiamo scendere in campo sempre con grande umiltà». Poi c’è il malumore di Simone Andrea Ganz che non trova spazio. «Pettinari sta facendo grandi cose, ma Ganz deve stare sereno, presto arriverà il suo momento, così come sarà utile Cappelluzzo». La chiusura è sulle difficoltà delle neopromosse in A che non lo hanno sorpreso. «Lo ripeto da tempo. Il divario è talmente alto che sarà impossibile competere fino a quando non cambieranno le regole sulla ripartizione delle risorse».(g.t.)
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