Sebastiani: che vergogna la partita dell’Avellino
Il presidente si scaglia contro gli avversari: «Hanno fatto solo ostruzionismo» Aresti: «Siamo in ripresa». Politano: «Dovevamo sfruttare meglio l’uomo in più»
PESCARA. «L’Avellino non ha mai superato la metà campo. Il loro atteggiamento è stato vergognoso e mi riferisco all’ostruzionismo assurdo degli irpini». Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani a fine partita, poco prima di lasciare lo stadio, racchiude così il pomeriggio grigio del Pescara, incapace di regale sorrisi e vittorie all’Adriatico. L’unica cosa da salvare nel bigio pomeriggio biancazzurro il terzo risultato utile consecutivo, dopo il pareggio con la Virtus Lanciano e il colpo esterno a Vercelli. A Sebastiani non è piaciuto l’atteggiamento degli avversari, ma anche quello dell’arbitro. Il presidente, prima di mettere in moto la sua city car, risponde anche alle voci di mercato. «Al mercato non ci pensiamo. Siamo un buon gruppo già così. Cessioni? Noi non mandiamo via nessuno, ma solo chi ci chiederà esplicitamente di cambiare aria perché non trova spazio». E saranno diversi i giocatori che andranno via come Boldor, Sowe, Fiorillo, Nielsen e Bjarnason, senza dimenticare i vari Da Silva e, soprattutto, Pasquato che reclamano un po’ più di spazio.
Ieri il Pescara non è affatto piaciuto. Poche idee, poco gioco e incapace di sfruttare la superiorità numerica. «Io vedo il bicchiere mezzo pieno», dice il portiere Simone Aresti, che in pratica ieri non è mai stato chiamato in causa rimanendo tranquillo tra i pali. «Effettivamente è stato un sabato abbastanza tranquillo per me», scherza il numero 18 sardo. «Abbiamo provato in tutti modi a vincerla, ma l’atteggiamento ostruzionistico dell’Avellino ci ha messo in difficoltà. Non è facile fare gol a una squadra del genere. Questo è un punto che ci sta stretto, ma stiamo crescendo come squadra e questa cosa è positiva», continua il 28enne di Sant’Antioco. «Siamo in ripresa. Abbiamo centrato il terzo risultato utile consecutivo e per la seconda gara di fila non abbiamo subito gol». La classifica, però, non è esaltante.
La sua gara non è stata brillante. Matteo Politano l’analizza così: «Hanno giocato in 10 dentro l'area, potevamo fare qualcosa in più nel primo tempo», dice il 21enne in comproprietà con la Roma. «Dopo l'espulsione di Ely dovevamo essere più rapidi nel far girare la palla e bisognava giocare più sulle fasce, invece abbiamo insistito troppo per vie centrali. E' un pareggio che ci soddisfa, un buon punto, l'Avellino non veniva da un momento facile e da domani lavoreremo per Perugia. Giochiamo più tranquilli in trasferta? Non credo, a noi servono i nostri tifosi e continueremo a lavorare, sperando di riportarli dalla nostra parte». Sabato si va a Perugia, dove Politano ha lasciato un pezzo di cuore. «Ho vinto un campionato due anni fa e ho tanti amici. Sarà una gara particolare per me». E quest’estate poteva tornare a giocare in Umbria. «Ho sentito anche io questa cosa, ma alla fine sono rimasto qui perché mi trovo bene e credo nel progetto». Politano quest’anno si è messo in mostra, ma la convocazione in under 21 non è arrivata. «Io ci spero», dice, «sto dando il massimo per strappare la chiamata perché mi piacerebbe giocare il prossimo Europeo con l’Italia».
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