Sebastiani difende Oddo: le colpe non sono solo sue

Squadra in silenzio stampa, parla il presidente: «Compagine sopravvalutata» Il ds Leone traballa: «Siamo tutti in discussione, chiediamo scusa ai nostri tifosi»
TORINO. Massimo Oddo è scuro in volto mentre il suo Pescara, dopo le sei sberle prese una settimana fa dalla Lazio, ne riceve altre cinque dal Torino. Oddo però non è l'unico ad essere in discussione. «Lo siamo tutti, non solo l'allenatore, lo sono anche io, le scelte che abbiamo fatto le abbiamo fatte tutte in maniera condivisa», ha dichiarato a fine partita il direttore sportivo biancazzurro Luca Leone, l'unico tesserato del Pescara a presentarsi davanti ai giornalisti dopo il 5-3 dell’Olimpico, amareggiato per la diciassettesima sconfitta subita in questo campionato (la nona in trasferta su dodici partite complessive) che lascia la formazione abruzzese all'ultimo posto in classifica con soli nove punti conquistati e distante tredici lunghezze dall'Empoli quart'ultimo. «La squadra è in silenzio stampa» ha spiegato Leone, «un silenzio stampa che era nato dopo gli episodi accaduti in settimana al presidente Sebastiani (al massimo dirigente martedì mattina intorno alle 3.30 sono state incendiate due automobili), episodi che hanno turbato tutto l'ambiente, ora il silenzio continua vista l'amarezza che c'è dopo la partita. È un momento particolare e noi contro il Torino non abbiamo fatto una bella figura. Ora faremo delle riflessioni, le partite si possono anche perdere ma non in questa maniera. Purtroppo contro il Torino la gara era già terminata dopo appena venti minuti. Questa squadra ci ha sempre dato l'impressione di poter dare molto di più, ma alla fine non abbiamo vinto neanche una partita». E sul futuro si deciderà in queste ore. Ad annunciarlo è il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, il quale è sulla stessa lunghezza d'onda del direttore sportivo e spiega che tutte le posizioni sono monitorate. «Nelle prossime ore conoscerete tutto su tutte le posizioni, non solo quella di Oddo. Le responsabilità non ce le ha solo lui», prova ad assolverlo il numero biancazzurro, «perché quando sei in questa situazione di classifica e quando incappi in una gara del genere le responsabilità non possono essere di uno solo, ma di tutti. Se vediamo il primo tempo di oggi (ieri, ndr), penso che forse abbiamo sopravvalutato qualche giocatore e l'intera rosa che abbiamo. Ora dobbiamo riflettere con calma». È normale che però non si può stravolgere l'intera squadra e quindi sarebbe più semplice far saltare l'allenatore che solitamente in queste situazioni è quello che paga. «Io non ritengo fallito il progetto di Oddo, abbiamo sempre lavorato insieme e continueremo a farlo anche se dovessimo decidere di cambiare strada». Si apre quindi una fase di riflessione in seno alla dirigenza abruzzese, ma forse potrebbe essere troppo tardi. «Per la salvezza sapevamo che sarebbe stato davvero complicato, però ci sono modi e modi di perdere. Col Torino abbiamo praticamente perso dopo un quarto d'ora e non è concepibile. Chiediamo scusa a tutti per questo scempio, tutti dobbiamo fare mea culpa. Si può perdere, però non in questi modi. Anche il Crotone perde le partite ma in campo ti da l'impressione che è presente e lotta su tutti i palloni. Questo avevo chiesto ai ragazzi sin dalla prima giornata, ma tutto questo non si è visto col Torino». E il ds Leone, analizzando la batosta piemontese, aggiunge: «Contro il Torino abbiamo iniziato la gara in maniera sbagliata e questo è inaccettabile», ha continuato nel post partita il dirigente, «i tre gol che abbiamo realizzato nel finale fanno arrabbiare ancora di più. Chiediamo scusa ai nostri tifosi, siamo stati in balìa degli avversari. Il mister Oddo è arrabbiato ma ora ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. Siamo tutti in discussione». Un cambio di allenatore sulla panchina del Pescara è alle porte, come non lo è l'ipotesi di una vera e propria rivoluzione all'interno della società, con Leone che potrebbe essere messo in discussione.

