SEBASTIANI E LA CITTÀ, SCONTRO FINALE
Le polemiche legate al mercato, le ultime dichiarazioni di Daniele Sebastiani (“a fine campionato lascio tutto”), l’ennesima, durissima presa di posizione della Curva Nord (ma anche il malessere...
Le polemiche legate al mercato, le ultime dichiarazioni di Daniele Sebastiani (“a fine campionato lascio tutto”), l’ennesima, durissima presa di posizione della Curva Nord (ma anche il malessere diffuso tra gli altri tifosi, non meno importanti, anzi): è il quadro desolante e serio sul quale si sta per dipingere questo pezzo di storia del Pescara e che ha riproposto un’antica questione.
Il presidente e la città non si sono mai piaciuti davvero. Nei dieci anni della sua gestione, non sono serviti i risultati tecnici (due promozioni in A, entrambe accompagnate da repentine retrocessioni; una finale e una semifinale play off) oltre che quelli finanziari (squadra tenuta in salute a fronte di disponibilità economiche non ampissime) per poter guadagnare un credito di empatia che, lui per primo, si sarebbe aspettato. «Quello che è stato fatto con me, a Pescara non si era mai visto». Ed è il motivo per il quale, tanto osteggiato dai pescaresi, Seba tanti consensi raccoglie nell’ambiente-calcio da colleghi dirigenti e addetti ai lavori.
Sebastiani ha nella comunicazione il suo vero tallone d’Achille. Parla spesso, parla tanto ma... non riesce ad arrivare alla gente. O ci arriva male. Questione di feeling.
Le cose dette, ad esempio, nelle sue ultime interviste post-mercato, se ascoltate bene, sarebbero pure poco contestabili, ma sono state recepite come un altro, stizzito, gesto di sfida lanciato ai tifosi, già delusi e arrabbiati per il mancato arrivo di un attaccante e per la partenza di Machìn. E il “Sebastiani vattene!” che, da anni, risuona dalla Nord, è ora diventato un ritornello diffuso, pure tra la gente degli uffici e dei bar.
Sembra di essere tornati ai tempi di Pietro Scibilia. Prima salvatore della patria, osannato, poi sfiduciato e combattuto fino allo sfinimento. Il Commendatore nel tempo è stato riabilitato, paradossalmente rimpianto forse da quegli stessi che gli buttarono addosso i gelati che lui aveva provveduto a far distribuire allo stadio.
Forse, anche questo, è semplicemente la fine di un ciclo. Che finisca tra i veleni non serve a nessuno.
*giornalista Sky Sport
©RIPRODUZIONE RISERVATA

