Sebastiani: giù le mani da Baroni

Il presidente allo scoperto: «Assurdo puntare il mirino sul tecnico, ecco il progetto del nuovo Adriatico»
PESCARA. «Qualcuno mi chiede: "Presidente, Baroni rischia?” Quando sento certe cose capisco perché il calcio da noi non funziona. Dopo 5 partite e una squadra completamente nuova, anche se non è ancora arrivata la vittoria, come si fa a mettere in discussione l'allenatore? È assurdo». Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani dopo l’ennesimo rinvio con la vittoria è categorico: «Baroni non si tocca». Anche se finora nessuno lo ha messo sulla graticola. Il Pescara non vince in campionato dal 10 maggio, la piazza comincia a perdere la pazienza e alle porte c’è una sfida terribile contro il Catania.
Sebastiani, cosa sta succedendo e di chi sono le responsabilità?
«Abbiamo fiducia incondizionata nel nostro allenatore. La squadra è stata completamente rivoluzionata e occorrono almeno 8-9 partite per avere un quadro ben preciso. Baroni contro il Latina è riuscito per la prima volta a schierare la stessa formazione rispetto alla partita precedente ed è normale che bisogna trovare il giusto equilibrio. Non siamo in crisi. La cultura del calcio in Italia deve cambiare. Bisogna stare tranquilli».
Certo, ma la classifica comincia a delinearsi.
«Come si fanno ad emettere sentenze dopo 5 partite? La serie B è un campionato lungo, non dimentichiamolo, e secondo me a questa squadra mancano 4-5 punti, se pensiamo per esempio al suicidio di Cittadella».
È preoccupato?
«Non mi spaventa nulla. Il motivo? La squadra segue l'allenatore e vedo un grande spirito di gruppo. Se vogliamo costruire qualcosa di buono per il futuro, dobbiamo ragionare da gruppo. La squadra segue alla perfezione l'allenatore. L'anno scorso il problema del Pescara non era il tecnico, ma lo spogliatoio. Ho letto sul Centro una bella intervista ad Andrea Rossi, nella qualche diceva che l'anno scorso il gruppo era spaccato. Quest'anno invece il gruppo è unito e per costruire qualcosa occorre tempo. La squadra è competitiva e abbiamo un buon allenatore, anche se a volte serve un pizzico di fortuna in più. Se col Latina fosse entrato quel tiro di Politano al 94’ adesso stavamo parlando di altro».
Con Maniero tutto chiarito dopo le ruggini sul rinnovo del contratto?
«Si, certo. Spero che Pippo possa rientrare presto. Lui è un giocatore importante per il Pescara e gli faremo una proposta di rinnovo».
Lei è considerato l'uomo dei conti: quanto costerà la stagione 2014-2015?
«Più di nove milioni di euro».
Avete accelerato per la realizzazione del centro sportivo, ma state pensando anche al nuovo stadio.
«Entro un mese presenteremo il progetto. Abbiamo avuto diversi incontri con l'amministrazione comunale. La prossima settimana l'ingegnere Roberto Regni, che è lo stesso che ha curato il progetto per il nuovo stadio di Udine, sarà a Pescara per parlare con gli esponenti del Comune. Il progetto è quello di ristrutturare l'Adriatico, togliendo la pista d'atletica e creando un polo commerciale all'interno con negozi, cinema e un supermercato. Alla società andrebbe la gestione per 50 anni. Per il centro sportivo, invece, spero che nel giro di 8-10 mesi di far partire i lavori».
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