Sebastiani: non mi fido sarà una battaglia

8 Giugno 2016

Il presidente: minacce dalla Sicilia? Fesserie, col club ottimi rapporti

PESCARA. «Guai a pensare di avere già la promozione in tasca». Nonostante il vantaggio maturato all’andata, Daniele Sebastiani non si fida. Il presidente del Pescara sa che al Provinciale andrà in scena un’altra battaglia. Il Trapani darà tutto per ribaltare la situazione e allo stadio i biancazzurri troveranno un’atmosfera caldissima.

Sebastiani, come sta vivendo queste ore di attesa?

«Sono tranquillo. Domenica abbiamo disputato una partita bellissima meritando ampiamente la vittoria, ma non bisogna abbassare la guardia: a Trapani sarà ancora più dura perché loro daranno l’anima per ribaltare la situazione. Sono fiducioso, però la tensione va tenuta alta».

Le risulta che alcuni tifosi trapanesi vogliano recarsi sotto l’hotel dove alloggerà la squadra per disturbare il sonno dei giocatori?

«Ho sentito queste voci, ma credo che siano false. Non penso che a Trapani troveremo un clima ostile. I rapporti con i dirigenti sono ottimi e ogni volta che il Pescara ha giocato al Provinciale siamo stati accolti benissimo. In ogni caso, per evitare gesti di cattivo andremo in Sicilia accompagnati da due agenti della Digos di Pescara. Certo, se dovessero accadere episodi gravi sarei disposto a non mandare in campo la squadra».

Addirittura qualcuno ha parlato di possibili contaminazioni del cibo...

«Non scherziamo, queste sono fesserie. Inoltre, non è vero che porteremo da qui le vivande. Siamo tranquilli, non c’è motivo per essere preoccupati. L’unica cosa che bisogna temere è la forza del Trapani, una squadra che ha chiuso la stagione regolare al terzo posto e che prima del match di andata aveva totalizzato 18 risultati utili consecutivi».

Ha sentito che cosa ha detto Cosmi avvicinandosi all’orecchio di Oddo?

«No. Oddo non ci ha riferito nulla, forse a Serse è scappato qualcosa a causa del nervosismo».

Che partita sarà?

«Mi aspetto una bella finale, perché si affronteranno le due migliori compagini della serie B dopo Cagliari e Crotone, anche se noi avremmo potuto tranquillamente arrivare nelle prime due posizioni».

Che cosa è mancato per riuscirci?

«Quando c’è stata la sconfitta in trasferta a Cagliari abbiamo perso un po’ di convinzione. Dopo qualche settimana ci siamo ripresi, ma la promozione diretta era ormai compromessa. Se non avessimo perso in Sardegna, avremmo staccato la quarta e non si sarebbero disputati i play off, almeno questa è la mia opinione».

Quanto peserà domani l’assenza di Memushaj?

«E’ il nostro capitano, ma la rosa offre valide alternative. Andremo a Trapani per vincere, come abbiamo sempre fatto. Il Pescara non è una squadra in grado di pensare solo a difendersi».

Comunque vada, Oddo resterà a Pescara?

«Penso di sì, Massimo ha sposato il nostro progetto. Ci confrontiamo ogni giorno su tutti gli aspetti societari. Non mi era mai capitato con i precedenti allenatori, perciò non mi aspetterei mai che chiedesse di andare via».

Pare che il Palermo sia sulle sue tracce.

«Non credo che accetti un’eventuale proposta di Zamparini, sarebbe troppo rischioso, il motivo non devo nemmeno spiegarlo...(l’abitudine del patron ad esonerare gli allenatori, ndc)».

Novità su Lapadula?

«Ho già detto che parleremo del suo futuro dopo la finalissima. Non possiamo permetterci distrazioni. Vediamo come finirà il nostro campionato, poi decideremo insieme. Non è escluso che resti a Pescara nel caso dovessimo coronare il nostro sogno».

Ci sta dando una notizia?

«Lasciateci lavorare, ripeto, non è questo il momento per parlare di calciomercato».

Però risulta che il pressing del Napoli sia sempre più insistente...

«L’ho detto tante volte, non è un mistero che De Laurentiis stia seguendo l’attaccante».

In caso di promozione state preparando qualcosa di speciale?

«No, prima bisogna conquistarla».

Evviva la scaramanzia...

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