Sebastiani: Pescara sveglia così non si va lontano

20 Ottobre 2019

Il presidente tuona: «Il tecnico trovi delle soluzioni, la squadra non gioca»

PESCARA. Un lungo confronto, durato quasi mezz’ora. Nella pancia dello stadio Adriatico la sconfitta è stata analizzata da Luciano Zauri e il presidente Daniele Sebastiani. Un faccia a faccia, alla presenza anche dei due ds Giorgio Repetto e Antonio Bocchetti. Un dopo gara ad alta tensione che ha fatto passare in secondo piano la svista arbitrale sul gol (valido) annullato a Brunori per fallo di mano. «Non ci attacchiamo all’errore dell’arbitro, abbiamo giocato una partita brutta». Il primo commento del patron Sebastiani, subito dopo aver lasciato lo spogliatoio del Pescara. «Questo è un passo indietro rispetto alla gara di Ascoli. Giocatori e allenatore devono svegliarsi. La serie B non ti permette certe disattenzioni e così non si va lontano. Zauri non è in discussione, ma deve trovare una soluzione», continua il massimo dirigente biancazzurro.
«Ho visto un Pescara che verticalizza pochissimo e che non gioca. Male nel secondo tempo, ma anche nel primo non abbiamo fatto grandi cose. Se non fosse stato per il gol di Machin, il primo tempo si sarebbe chiuso sullo 0-0». È livido di rabbia, il presidente, che rincara la dose. «Sono più deluso e preoccupato ora, dopo aver perso con lo Spezia, rispetto al ko col Crotone. Oggi (ieri, ndr) questa partita potevamo vincerla o comunque strappare punti. Abbiamo rinunciato a giocare e anche l’atteggiamento non mi è piaciuto. Prima, con il 4-3-3, prendevamo troppi gol, ma adesso non siamo riusciti a costruire il gioco. Con lo Spezia abbiamo deciso di gestire il vantaggio e siamo stati puniti». Anche sui gol subiti, Sebastiani non risparmia nessuno. «Nel secondo, soprattutto, abbiamo lasciato solo il loro centravanti, Gudjohnsen, che ha agito indisturbato». Dichiarazioni pesanti, quelle del presidente, che vanno ad aprire una settimana non facile per i biancazzurri, che tra sei giorni saranno di nuovo all’Adriatico contro la corazzata Benevento. «Voglio vedere uno spirito diverso a partire dalla prossima gara», ha chiuso Sebastiani, che ha lasciato lo stadio dopo le 18,10 insieme al presidente onorario Vincenzo Marinelli e al ds Repetto. «Niente alibi, lo Spezia ha vinto meritatamente». Non ci gira intorno Luciano Zauri, che alza bandiera bianca. «Nel secondo tempo non siamo rientrati in campo. Abbiamo provato a riprendere la partita solo dopo il doppio schiaffo che ci ha svegliati. Pensavamo di dare continuità alla vittoria di Ascoli, ma non è andata così. Abbiamo fatto un bel passo indietro. Nel primo tempo abbiamo provato a fare qualcosa, c’erano i presupposti per portare a casa i tre punti, ma poi invece siamo scomparsi». Anche il 41enne tecnico di Pescina non vuole parlare del gol annullato a Brunori. «Non cerco alibi. Gli arbitri possono sbagliare e noi adesso abbiamo altre cose a cui pensare. Sono arrabbiato per il secondo tempo e basta». Anche le marcature gridano vendetta, come quella di Ingelsson sul colpo di testa di Gudjohnsen, figlio d’arte dell’ex campione di Barcellona e Chelsea. «Noi marchiamo a uomo, forse ha marcato male», dice Zauri che si prende tutte le responsabilità «Non si può giocare in nessuna categoria con questo atteggiamento. La colpa è solo mia. Non voglio scaricare tutto sui ragazzi. Uno prepara la partita in un modo e poi avvengono altre cose. Nel primo tempo abbiamo fatto a lunghi tratti quello che abbiamo provato. Abbiamo pensato di portare a casa l’1-0 con il minimo sforzo». Il Delfino, dunque, non è guarito.
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