Sebastiani protegge Oddo A Terni in porta Aresti?

22 Marzo 2016

Il presidente conferma la fiducia al tecnico dopo il 4° ko di fila: uniti reagiremo Squadra viva sul piano del gioco, ma gli errori difensivi fanno ancora la differenza

PESCARA. Il Pescara è in caduta libera. Sul piano dei risultati più che su quello del gioco. La squadra è viva, ma paga costantemente dazio agli errori difensivi. E’ ancora in zona play off – in virtù degli scontri diretti a favore: Brescia settimo, Pescara ottavo e Virtus Entella nona – ma le ultime dieci partite della serie B non promettono nulla di buono di questo passo. Serve un’inversione di rotta. Difesa e fase difensiva sotto accusa: il Pescara incassa gol da nove gare di fila. Ventuno reti al passivo nelle ultime nove partite contro le ventiquattro subite negli altri 21 incontri. Certo, l’assenza di Hugo Campagnaro, 36 anni a giugno, è un alibi pesante.

Ma non basta a giustificare ingenuità ed errori che si ripetono in sequenza e in maniera disarmante. E poi i calci da fermo: a Vercelli, con il Novara e a Crotone è stato imbarazzante assistere alle incursioni degli avversari che hanno campo libero nell’area biancazzurra. Troppi gol presi sugli sviluppi di calcio d’angolo o punizione. E’ un momentaccio anche per Vincenzo Fiorillo, il portiere. L’uscita a vuoto dello Scida fa il paio con le incertezze di Vercelli. Non è da escludere che Massimo Oddo sabato a Terni decida di inserire Simone Aresti tra i pali qualora Fiorillo non lo convinca fino in fondo. Non che c’entri più di tanto con i problemi del Pescara, ma non s’è ben capito il motivo per cui, domenica, il rientrante Crescenzi abbia giocato a destra e Zampano a sinistra quando per mesi, in questa stagione, è avvenuto il contrario.

Tre punti nelle ultime otto gare: quanto basta anche per mettere Massimo Oddo sul banco degli imputati. Una parte della tifoseria lo ha fatto sui social. Ma, ieri, a scanso di equivoci, il presidente Daniele Sebastiani – dopo aver tenuto a rapporto la squadra – ha (giustamente) detto che il tecnico non rischia. Anche perché certi problemi sono legati al mercato di gennaio che non ha certo aiutato il Pescara a migliorarsi. C’era bisogno di un rinforzo in difesa, magari anche due, e, invece, è arrivato Coda (dopo la partenza di Fiamozzi, un terzino che si adattava al centro) dalla Sampdoria, reduce da un lungo periodo senza giocare. Scelta sbagliata – avallata pubblicamente dall’allenatore – in maniera clamorosa. Penalizzante per il resto del campionato.

Detto che la gran parte delle responsabilità della crisi vanno ascritte al mercato di gennaio, c’è da salvare il salvabile. In primis la qualificazione ai play off senza la quale la stagione sarebbe un fallimento (sportivo, s’intende). Restano dieci partite, di cui cinque in casa e altrettante fuori. La squadra è viva, continua a macinare gioco e a creare occasioni da rete, ma si trascina dietro una certezza: la fragilità difensiva. Che mina certezze e fiducia, fondamentali nella filosofia di gioco che Oddo ha dato al gruppo. Numeri alla mano, è una squadra che va in campo sapendo che comunque prenderà gol. E questo è un fardello mica da poco, nonostante ci sia Gianluca Lapadula che continua a segnare (anche in maniera fortuita) ed è capocannoniere della B con 18 reti.

Tutti aspettano il ritorno di Hugo Campagnaro in campo come una manna dal cielo. Ogni settimana si spera che la prossima sia quella giusta per rivederlo nell’undici titolare. E’ una storia che va avanti da oltre un mese. Detto che quando gioca fa la differenza, bisognerà valutare il rapporto tra il costo dell’ingaggio e le gare disputate per dire che il suo arrivo l’estate scorsa è stato davvero un affare.

@roccocoletti1

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