Sebastiani punge Baroni: cambia modulo

16 Febbraio 2015

Il ko di Latina e le scelte iniziali non sono piaciute alla società, ma il presidente conferma l’allenatore: «Non rischia il posto»

PESCARA. Senza idee, senza gioco e senza determinazione. Difesa imbarazzante, capacità di manovra inesistente e scelte tecniche da dimenticare. In società la sconfitta di Latina ha fatto arrabbiare e non poco, specie il presidente Daniele Sebastiani. Il dirigente biancazzurro nel dopo gara non ha usato mezzi termini: «Bisogna fare un bel bagno d’umiltà», ha tuonato il numero uno dei biancazzurri. «Non abbiamo giocato al calcio e così non si va da nessuna parte». Sebastiani era visibilmente arrabbiato e stavolta non ci sono state parole di conforto per nessuno, nemmeno per Marco Baroni. «È auspicabile un cambio di modulo. Esonero? Assolutamente no», ha detto ieri il presidente a Rete 8. L’allenatore in questo momento rimane al suo posto, ma se non dovessero cambiare le cose, già nella prossima gara interna con il Catania, allora la sua panchina potrebbe tornare a scricchiolare.

Particolare da non trascurare, inoltre, è la profonda stima che nutre Sebastiani (e non solo) nei confronti dell’allenatore della Primavera Massimo Oddo, eliminato giovedì dall’Inter nei quarti di finale della Viareggio Cup. «In questi anni abbiamo investito e creduto sul nostro settore giovanile. La Primavera ci ha regalato una grande soddisfazione. Sorpreso dalle capacità di Oddo? No, ero convinto della sua abilità. Noto in Massimo la passione, l’attenzione e la voglia di lavorare che avevo visto in Eusebio Di Francesco qualche anno fa. Avrà un futuro radioso anche da tecnico».

Parole al miele pronunciate 48 ore prima della disfatta di Latina. Sono solo indizi, certo, ma siamo sicuri che queste parole non siano l’anticamera della promozione in prima squadra?

A febbraio dell’anno scorso, Pasquale Marino fu esonerato, a Bari, dopo sei sconfitte consecutive, ma il suo Pescara aveva un punto in più rispetto a quello di Baroni... Alla dirigenza, dunque, non è piaciuto l’atteggiamento del Delfino contro il Latina, ma al tecnico nella stanza dei bottoni viene imputato anche dell’altro. In primis l’esclusione di Brugman, ma anche l’ennesimo esperimento in attacco. Sebastiani sperava di vedere il centrocampista uruguaiano in campo, ma la sua speranza si è dissolta quando sabato ha avuto tra le mani le formazioni ufficiali. Sempre in settimana, quando gli è stato chiesto se Brugman può diventare un problema, Sebastiani ha risposto così: «Non scherziamo, se Gaston diventasse un problema lascerei il Pescara».

Baroni è persona per bene e coraggiosa, che sia chiaro, ma le sue idee (discutibili) hanno infastidito i vertici societari. Per quanto riguarda l’ennesimo cambio in attacco, con l’inserimento a sorpresa di Caprari. Anche in questo caso la mossa ha destato un po’ di stupore, calcolando che Pettinari, che ben si era comportato con il Cittadella (elogiato anche dallo stesso Baroni), e Pasquato, che aveva risolto alla grande la partita di Trapani, pensavano di essere più in alto nella scala gerarchica, ma non è affatto così.

Questi malumori, sommati all’esclusione di Brugman, potrebbero minare l’armonia dello spogliatoio. Anche se per quanto riguarda l’attacco, la cessione di Maniero, non condivisa da Baroni, che ha fatto saltare tutti i piani, è stata innescata da un contatto diretto tra Sebastiani e il Catania. Da quando Pippo è passato agli etnei, anche Federico Melchiorri è sparito in termini di gol. E domenica all’Adriatico arriverà proprio il Catania di Pippo Maniero. Occhio all’ex...

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