Sebastiani: "Se ci salviamo resteremo a lungo in A"

17 Novembre 2016

Il bilancio dell'anno della promozione in serie A si chiude con perdite per 720 mila euro

PESCARA. E' fissata per lunedì pomeriggio, alle 19, l'assemblea dei soci del Pescara che dovrà approvare il bilancio d'esercizio al 30 giugno 2016. Che chiuderà con un risultato negativo di 720.708 euro, colmato con il fondo copertura perdite. Nell'esercizio precedente, ovvero al 30 giugno 2015, le perdite erano di oltre 4,6 milioni di euro, coperti dal fondo di riserva e in parte attraverso l'erosione del vecchio capitale sociale di 5,5 di euro, che invece attualmente è di 2,1 milioni di euro. I numeri. Il risultato negativo al 30 giugno, è da attribuire sostanzialmente ai minusvalori per la transazione con l'Envigado per il contenzioso riferito alla percentuale del 20% sulla vendita del fantasista Juan Fernando Quintero, nell'estate del 2013, al Porto. Tale importo è pari a 1,5 milioni di euro, da sommare al più di un milione e 600mila euro su alcune minusvalenze di calciatori, come Vukusic, Cosic e Nielsen. C'è poi il milione e mezzo di euro che la società ha dovuto riconoscere alla squadra come premio promozione e altri 800mila euro destinati all'incentivo all'esodo di alcuni calciatori. Sono queste le componenti che portano a chiudere il bilancio a -720.708 e che l'assemblea dei soci dovrà approvare. I costi della produzione sono pari a 26,6 milioni di euro e sono diminuiti del 20% i costi del personale, ovvero 9 milioni di euro. Senza dimenticare che il calciomercato ha fruttato alle casse del Delfino quasi 15 milioni di euro di plusvalenze, grazie alle cessioni di Lapadula, Bjarnason, Caprari e Fiamozzi. Altri 2,2 milioni di euro sono arrivati dai premi di valorizzazione e di rendimento dei calciatori. Sebastiani spiega il bilancio. «Il nostro è un bilancio sano, senza debiti con le banche e con debiti tributari rateizzati. Tra un anno e mezzo chiuderemo il debito tributario, forse anche prima», ha detto il presidente Daniele Sebastiani (nella foto in alto con Massimo Oddo), che spiega così il passivo d'esercizio. «Abbiamo pagato la pendenza per Quintero, oltre ai debiti con le società straniere. Abbiamo una posizione pulita nei confronti delle società e non abbiamo più pendenze Fifa. Abbiamo finito di restituire soldi alle banche e gli 8 milioni che sono a bilancio sono i crediti anticipati con le società di factoring. Noi in precedenza avevamo affidamenti per 11 milioni e 800 di euro di scoperti di conto corrente. I soci della Pescara, nuovi e vecchi, non hanno più firme di garanzia, se non io e il vicepresidente Gabriele Bankowski per i conti anticipi che usiamo». Il numero uno del Delfino snocciola dati, ma ci sono anche delle situazioni debitorie da mettere in ordine, come quella con la Fondazione PescarAbruzzo, che ha concesso un prestito obbligazionario di 5 milioni di euro. «Il prestito della Fondazione va a sostenere il "progetto scouting"», racconta il presidente. «Con quei soldi abbiamo investito sui giocatori per formarli, lanciarli e fare plusvalenze. Ad oggi noi abbiamo sempre pagato gli interessi trimestrali e abbiamo restituito due rate per un totale di 2,5 milioni di euro». E sul bilancio gravano parecchio i debiti tributari. «Paghiamo ogni tre mesi 350mila euro di rateizzazione Iva, oltre il 60% del debito tributario è stato pagato». E per il presidente biancazzurro il suo Pescara vale tanto. «Secondo me ad oggi il patrimonio calciatori vale almeno 20 milioni di euro». L'obiettivo di medio termine è quello di tornare al pareggio di bilancio. «Per il prossimo anno la mia previsione è di chiudere in attivo. Però prima penso a salvarmi in A, poi a chiudere in attivo e chiudere il debito tributario entro il 2018». Grandi manovre per gennaio. La permanenza in serie A garantirebbe solidità alla società per i prossimi anni. «Se rimaniamo in A quest'anno, ci possiamo rimanere per diverso tempo. Divento matto quando sento dire che voglio tornare in B per prendere il paracadute dalla Lega. Sarebbe da folli». Come da folli, sarebbe buttare all'aria una permanenza in serie A con una quota salvezza che potrebbe essere più bassa rispetto alle passate stagioni. La società deve mettere mano al portafogli e rinforzare la squadra nel mercato invernale. «A gennaio bisognerà capire cosa si vorrà fare e come ci si arriverà», continua Sebastiani. «Da qui a gennaio avremo modo di valutare i giocatori che rientreranno. Faremo tre operazioni: un difensore, un attaccante e un centrocampista». Zampano richiesto. E qualche pedina potrebbe essere sacrificata, anche se l'obiettivo sarebbe quello di vendere e di tenere i giocatori fino a giugno. «Zampano è stato richiesto da tutta la serie A, ma non c'è nessuna trattativa. Anche Verre e Brugman sono monitorati». Il vento di cessioni per questioni di equilibri finanziari potrebbe non soffiare, anche perché nel calciomercato invernale non si potrà sbagliare. «Vorrei prendere giocatori che conoscono il nostro campionato. Se poi dovessi fare operazioni di prospettiva, potrei anche farle, ma, se bisogna puntare su un giocatore pronto, non si può ingaggiare uno che non conosce la lingua e il nostro campionato. Non voglio ripetere gli errori fatti nel passato. Vogliamo giocatori che abbiano voglia e determinazione». E' questa l'idea del presidente biancazzurro, che, dopo la trasferta allo Juventus Stadium, dovrà presentare il secondo bilancio in perdita all'assemblea dei soci. ©RIPRODUZIONE RISERVATA