Sebastiani: «Se non vendo ricomincio con i giovani»

17 Maggio 2024

Il patron: tratto solo con gente seria, ma il mio progetto per il futuro già c’è

PESCARA. «Non ho dato ultimatum o scadenze. Il lavoro va avanti, ma potrebbe non concretizzarsi prima dell’iscrizione al campionato. Resta ferma la mia intenzione di vendere il club, mai come questa volta sono certo di voler uscire: nella situazione attuale non mi diverto più, non ha senso impegnarsi con questo clima che si è creato». Dopo gli episodi sgradevoli dei giorni scorsi, in cui è finito di nuovo pesantemente nel mirino dei tifosi, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani ieri si è concesso una giornata di relax a Ortona per un torneo benefico di padel con tanti ex campioni di serie A (c’erano tra gli altri Totti, Conti, Di Biagio, Panucci) e vecchie glorie biancazzurre. Tra i campi del centro Solur Padel, il numero uno dei club è tornato a parlare di questo momento di transizione.
Le minacce e il piano B. «I gesti dei tifosi? Se dovessi tener conto di quello che succede da qualche anno a questa parte, non dovrei nemmeno alzarmi dal letto la mattina. Non è corretto e non è giusto, ma ci sta e ne prendiamo atto: speriamo che queste contestazioni finiscano quanto prima. Significherebbe aver trovato la soluzione per il futuro del Pescara». Si parla di un imminente summit con il ds Delli Carri per intavolare il "piano B" in caso di mancata cessione del club entro dieci giorni. «Io e il direttore ci vediamo tutti i giorni, non abbiamo bisogno di fissare riunioni. Il piano alternativo, se dovesse servire, ce l’abbiamo bene in mente: squadra giovane e allenatore giovane. Non abbiamo grandi problemi, abbiamo sempre fatto quello che possiamo fare, senza mai mettere in difficoltà la società. Continueremo a fare questo. Ovviamente mi auguro non sia così e ci sia a breve la possibilità di rafforzare questa società con un ingresso importante di gente che vuole investire per dare all’ambiente qualcosa in più».
I tempi della cessione. Questione di giorni per la vendita del Pescara? «Non ci sono giorni: se mettiamo fretta alle persone sembra che uno si voglia disfare di qualcosa di sgradito. Non è così. Non abbiamo il problema di avviare la prossima stagione. Spesso sento dire in giro: “ma chi garantisce l’iscrizione?”. Chi l’ha sempre garantita fino ad ora. È una cosa che bisogna fare, noi prepariamo tutte le carte e siamo pronti per iscrivere la squadra, poi se si concretizza un cambio al vertice il 10 giugno o il 10 luglio, non m’importa. L’importante è che avvenga». Nessuna indiscrezione sugli interlocutori: «C’è un patto di riservatezza firmato tra le parti. Per me è motivo anche di serietà, perché di gente che vuole mettersi in mostra in queste situazioni se ne trova a bizzeffe. Di gente seria invece se ne trova un po’ meno… io però cerco gente seria. Chiudere a stagione già iniziata? Chi potrebbe entrare sa già che più si va avanti con i giorni e più troverebbe le cose già fatte. Per noi è importante trovare soluzioni che aiutino il Pescara a diventare più forte. Chi sono le persone interessate? Imprenditori che vogliono investire nel calcio e hanno consapevolezza di cosa bisogna fare nel mondo del calcio». Si parla di imprenditori del calcio abruzzese: «No, non ho avuto richieste né riscontri dal nostro territorio. Fin da quando prendemmo la società in tribunale con un gruppo d’imprenditori locali, che il sottoscritto mise insieme, si faceva una fatica enorme a coinvolgere le persone. Molti di quel gruppo si sono defilati. Se ci fossero stati attenzione e interesse verso il Pescara in questi anni, probabilmente sarebbe già uscito fuori qualcuno. Invece solo chiacchiere, e con quelle non si fa nulla… Nella vita c’è chi fa, e chi parla».
Cascione, i gioielli e la B. Tra pochi giorni potrebbe toccare a Sebastiani e Delli Carri varare la nuova stagione: ci sarà ancora Cascione in panchina? «Dipende da cosa succede. Se dovessi decidere io, tutti avrebbero una possibilità, compreso Cascione. Se non toccasse a me prendere il tecnico, non sarebbe più un mio problema». Dagasso, Merola, Plizzari, Mesik: tanti ragazzi in vetrina nonostante la stagione non sia stata meravigliosa a livello di risultati. «Bisogna capire cosa si vuole fare e cosa si può fare nel calcio. Quando inizierà il calciomercato il Pescara avrà tanti gioielli in vetrina, mentre tanti altri club che non avranno fatto una bella stagione non avranno nessun gioiello in vetrina. Questo certifica il fatto che il lavoro di Delli Carri è stato ottimo». La serie B? «È innegabile che vorrei tornarci subito. Chi è che non vorrebbe starci in un campionato con più introiti, più visibilità e in cui bisogna lavorare meno? Tra le proprietà dei club italiani una delle più ricche è quella del Vicenza, che è in C come noi. Nel calcio puoi spendere tanto, fai la squadra per vincere e non ci riesci. Poi invece parti in sordina e arrivi davanti a tutti. Anche quest’anno, tra le promosse penso che due su tre non avessero minimamente pianificato l’estate scorsa di salire in B».
Orlando D’Angelo
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