Sebastiani si accontenta: un punto è meglio di niente

13 Febbraio 2016

«Avevamo una lunga serie di defezioni e in queste condizioni non si può fare di più Il rigore sbagliato da Memushaj? Dispiace, ma non gettiamogli la croce addosso»

PESCARA. Il pareggio acciuffato nel finale ha reso meno amara la serata ai biancazzurri. Dopo il pareggio di Salerno, una sconfitta contro il Vicenza avrebbe potuto avere forti ripercussioni sull’umore dello spogliatoio, oltre che sulla classifica. Vero è che oggi il distacco dalle prime due potrebbe aumentare, ma il presidente Daniele Sebastiani non drammatizza. «Un punto è meglio di niente», afferma Sebastiani, «soprattutto per il morale. Avevamo una lunga serie di defezioni e in queste condizioni non era facile fare di più. Accettiamo il pareggio con serenità perché uscire a mani vuote sarebbe stato deleterio. Si tratta peraltro di un risultato giusto per quello che si è visto in campo. Non pensiamo a Cagliari e Crotone, concentriamoci sul nostro cammino che negli ultimi tempi è stato molto soddisfacente. Se le battistrada continueranno così sarà dura riprenderle, però anche loro potranno avere qualche battuta d’arresto».

Il sedicesimo sigillo di Lapadula ha evitato guai peggiori, ma la partita poteva essere riaperta prima se Memushaj non avesse fallito il calcio di rigore. «Come accade spesso il capitano ha giocato benissimo. Dispiace per la mancata trasformazione del penalty, ma non possiamo buttargli la croce addosso». Si guarda già alla prossima sfida. «Il match contro il Cagliari non sarà decisivo. Questo con il Vicenza era più insidioso perché quando affronti avversari meno attrezzati rischi di avere con un approccio più “morbido”. Ne parlavo con Marino prima del fischio d’inizio: il Vicenza ha commesso lo stesso errore contro il Lanciano perdendo una gara “sulla carta” facile. Ad esempio, il Crotone tira fuori la cattiveria agonistica contro tutti. Anche noi dovremmo scendere in campo sempre con lo stesso spirito, invece da questo punto di vista non siamo continui. Non bisogna sentirsi più bravi degli altri». Le numerose assenze hanno offerto una chance ad alcuni elementi che di solito non hanno molto spazio. «Mi è piaciuto molto l’atteggiamento di Acosta quando è entrato. Mitrita ha confermato le sue qualità, ma anche Verde ha dato un discreto contributo. Per adesso fa un po’ di fatica nella fase difensiva, però non bisogna dimenticare che ha appena 19 anni». È stata una serata all’insegna del rispetto e dell’amicizia che da tanto tempo legano le tifoserie di Pescara e Vicenza. Si tratta, infatti, del gemellaggio più longevo della storia ultras in Italia. Durante la partita cori di incitamento reciproci da parte delle due fazioni e uno striscione significativo mostrato dalla curva Nord biancazzurra. “Fieri e orgogliosi del nostro gemellaggio”, recitava la scritta, “39 anni con voi un onore e un vanto”. Sulle gradinate dell’Adriatico c’erano quasi 9mila spettatori. Dunque, rispetto all’ultimo match casalingo contro il Bari si è registrato un calo di circa duemila unità.

Dal Perù per Lapadula. Nella tribuna stampa dell’Adriatico era presente Jose Vilchez, giornalista peruviano della testata giornalistica Eurolatinos arrivato per intervistare il capocannoniere della serie B.

Giovanni Tontodonati

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