Sebastiani: siamo contenti era quello che volevamo

17 Febbraio 2017

Il presidente: la salvezza del Pescara ? Lo 0,001% di possibilità, proviamoci

PESCARA. «Siamo molto contenti, era quello che volevamo». All'uscita del ristorante “Tatillo”, dove ha pranzato con Zeman, il presidente Daniele Sebastiani non nasconde la propria soddisfazione. Un po' provato per gli ultimi giorni frenetici, ma comunque felice. L'ingaggio di Zdenek Zeman non cambia la posizione in classifica del Pescara, ma consente alla società di respirare e programmare in anticipo il futuro. Da abile stratega, Sebastiani si è giocato il jolly per ridare credibilità ad un progetto tecnico naufragato in modo drastico.

Non solo per colpa della precedente gestione, anche se Massimo Oddo avrà di certo commesso errori. Sebastiani, infatti, racconta di aver deciso di cambiare in accordo con l'ex tecnico. «È stato un esonero concordato e a breve verrà formalizzata la separazione».In pratica il rapporto è stato interrotto attraverso un'intesa. Una risoluzione contrattuale più che un vero e proprio esonero. «La stima verso Oddo resterà immutata, però qualcosa bisognava fare. Credo che il Pescara non sia inferiore a Palermo e Crotone. E forse nemmeno all'Empoli. Ora abbiamo lo 0,001% di possibilità di salvarci, ma vogliamo provarci». La scelta è caduta su Zeman, che già nell'estate del 2015 sarebbe dovuto tornare in Abruzzo. Poi l'ottimo cammino di Oddo nel finale di campionato spinse la società a cambiare idea. Da quel giorno Sebastiani e Zeman furono protagonisti di vivaci botta e risposta. «Dopo la finale persa a Bologna non potevamo mandare via Oddo. Ci è sembrato giusto premiarlo, anche se Pavone aveva parlato con Zeman per consegnargli la squadra. In ogni caso non avevamo firmato nulla. Ecco perché ci siamo chiariti in due minuti». Questo grazie all'opera di Peppino Pavone, vero regista della trattativa, che è tornato a bussare alla porta del boemo. «Il nostro direttore è un amico fraterno di Zeman. Però non è andata come dite voi, poiché Zeman ha detto a Pavone di voler parlare solo con me. Voleva capire le mie intenzioni sulla società. Gli ho detto che se non ci sarò più in futuro, al mio posto arriveranno imprenditori altrettanto seri come il sottoscritto». Così, si è materializzato un colpo di scena che ha reso l'atmosfera effervescente. Almeno fino a domenica, si parlerà soltanto del ritorno del boemo e della speranza che in futuro il Delfino torni a divertire. «Zeman ci ha messo la faccia accettando la nostra proposta. La situazione sembra compromessa e questo testimonia che il boemo è convinto di poter costruire un progetto vincente». Il peggio è alle spalle, o almeno così sembra. Sebastiani esce a testa alta da una situazione drammatica incassando consensi dagli oltre trecento tifosi presenti all'allenamento. Zeman andrà in panchina contro il Genoa, mentre non ci sarà Luciano Zauri che ieri è stato sollevato dall'incarico. Zauri faceva parte dello staff di Oddo, ma aveva dato la disponibilità a restare in attesa delle decisioni della dirigenza. Via anche Dario Di Giannatale e i preparatori Ermanno Ciotti e Riccardo Proietti.

Rateizzato debito Iva. Ieri al tribunale monocratico di Pescara c'è stata l'udienza del procedimento a carico di Sebastiani per omesso pagamento di tre milioni di euro di Iva da parte della società adriatica. Il presidente biancazzurro, difeso dall'avvocato Nicola Lotti, ha rateizzato il debito, che ha iniziato ad estinguere a partire dal marzo del 2014. Dunque, il dibattimento non si è aperto, poiché, secondo la legge, chi ha rateizzato un debito tributario può estinguerlo senza che si apra il processo. La prossima udienza, per verificare lo stato di avanzamento dell'estinzione del debito, è stata fissata al prossimo 21 settembre.

Giovanni Tontodonati

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