Sebastiani suona la carica: Pescara, usa la testa

Marco Baroni l’aveva preparata bene la trasferta di Avellino. Il 4-3-1-2 disegnato dal tecnico del Pescara aveva messo alle corde gli irpini. Un’ora di ritmo, intensità e...
PESCARA. Rabbia e rimpianti. Marco Baroni l’aveva preparata bene la trasferta di Avellino. Il 4-3-1-2 disegnato dal tecnico del Pescara aveva messo alle corde gli irpini. Un’ora di ritmo, intensità e occasioni (sprecate). Dopo il gol del pareggio di Castaldo, però, è sceso il sipario e anche qualche cambio ha contribuito alla disfatta. Al Pescara, però, si può imputare una sola cosa: di non aver chiuso la partita. Un errore imperdonabile, che ha permesso all’Avellino di mettere le mani sulla vittoria, con la complicità di un paio di decisioni arbitrali discutibili. «Alcune decisioni del direttore di gara hanno influito sul risultato finale, tuttavia dobbiamo arrabbiarci con noi stessi», dice con fermezza il presidente Daniele Sebastiani. «Dovevamo chiudere la partita. Abbiamo avuto almeno 2-3 occasioni per farlo, ma non ci siamo riusciti. Ho sentito delle lamentele dopo la prestazione del Pescara contro la Pro Vercelli. In quell’occasione, però, abbiamo vinto anche senza brillare. Ecco, in questo momento contano le vittorie. Dobbiamo essere più pratici e meno belli. A fine partita in tribuna, ad Avellino, ci hanno fatto i complimenti ma avrei preferito vincere», tornando sulle decisioni arbitrali, il presidente chiude il discorso: «Il fallo di mano sanzionato a Salamon credo che sia stato esagerato. Con Minelli non abbiamo avuto molta fortuna». Forse l’atteggiamento intimidatorio degli irpini nei confronti del direttore di gara a fine primo tempo ha influito? «Nel tunnel c’è stato un po’ di caos, ma non credo che abbia influito sui nostri giocatori».
Fatto sta che il ds irpino De Vito è stato squalificato fino alla fine di maggio “per avere, al termine del primo tempo, negli spogliatoi, assunto un atteggiamento intimidatorio rivolgendo agli Ufficiali di gara epiteti insultanti”. «Non è stato l'arbitro a decidere la gara», è il commento dell’amministratore delegato Danilo Iannascoli. «La partita l'avevamo in mano noi e non siamo riusciti chiuderla. È stato un grave errore non chiuderla nel momento di difficoltà dell'Avellino. Certo, il rigore si poteva anche non fischiare però credo che nel corso della stagione ci siano stati arbitraggi ben peggiori rispetto a quello di Minelli», continua l’ad. «Vincere ad Avellino sarebbe stato un risultato pesante per la classifica, perché avremmo messo fuori dai giochi una concorrente pericolosa». Iannascoli e Sebastiani sono d’accordo su una cosa: «Per i play off è ancora tutto aperto, ma nelle prossime tre gare non possiamo commettere errori», dicono entrambi, con Iannascoli che fa anche una proiezione. «Bisogna fare 7 punti per stare tranquilli». E il Pescara dovrà cercare di eliminare la paura di vincere, dato che nelle ultime 9 partite ha gettato all’aria una decina di punti tra il pari con il Vicenza, quello con lo Spezia, la sconfitta col Brescia e quella di domenica al Partenio di Avellino.
Oggi la squadra riprende gli allenamenti. Contro il Perugia di Camplone mancherà quasi sicuramente Selasi che ha una contusione alla coscia. Difficile anche vedere Sansovini. Il bomber dovrà stare fermo 15 giorni per una contusione all’alluce. Lo staff medico sembra fiducioso invece sul recupero del portiere Fiorillo, che ha saltato Avellino per una contusione al ginocchio.
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