Sebastiani: un campionato condizionato da tanti errori

Il presidente biancazzurro: «Quest’anno abbiamo sbagliato, pensiamo al futuro Gli insulti? Non importa, anche se il Pescara non ha mai avuto una società così»
PESCARA. L’ennesima delusione. La venticinquesima sconfitta in campionato (senza contare la gara persa col Sassuolo, poi vinta a tavolino) non sorprende più di tanto. Eppure, il confronto con i calabresi ha evidenziato ancora una volta che sarebbe bastato poco per lottare per la salvezza. In campo la differenza tra i biancazzurri e i rossoblù non si è vista, nonostante l’undici di Zdenek Zeman non avesse nulla da chiedere al match. Al contrario, i calabresi si giocavano le residue chance di restare in A.
Il presidente Daniele Sebastiani analizza la gara. «Tonev ha pescato il jolly della domenica. Purtroppo, non è la prima volta che veniamo beffati. Abbiamo creato più occasioni del Crotone, ma non siamo riusciti a concretizzarle. Abbiamo sbagliato tante cose in questo campionato. E certamente siamo stati anche sfortunati. Anche oggi (ieri, ndr) c’era un rigore per noi. Ora bisogna pensare al futuro».
Nel corso del torneo la squadra di Davide Nicola ha mostrato maggiore cattiveria agonistica rispetto al Delfino. «Assolutamente. Lo dico con onestà, il Crotone non mi ha fatto una buona impressione. Però alla fine ha vinto con un solo tiro in porta. Ci voleva più cattiveria, ma sono parole che stiamo ripetendo da mesi».
In tribuna, dopo il gol di Tonev, momenti di tensione tra i tifosi biancazzurri e alcuni rappresentanti del club calabrese, tra i quali l’amministratore delegato Raffaele Vrenna, che era allo stadio insieme ai giocatori squalificati Lorenzo Crisetig e Diego Falcinelli, oltre ad altri dirigenti. Dopo la rete di Tonev sono volati insulti ed è stato necessario l’intervento degli steward per riportare la calma. «Non ho visto nulla perché ero in panchina. Mi dispiace perché queste cose non dovrebbero succedere».
Non sono mancate le solite offese dei supporter biancazzurri nei confronti del presidente. «Non me ne importa nulla. Sorrido quando sento il coro “che zizzità sta società”, però vado avanti per la mia strada senza rispondere alle provocazione, anche se penso che Pescara non ha mai avuto una società così. Non c’è problema. continuerò a lavorare per il bene del club. Nel calcio si può sbagliare, noi abbiamo commesso errori ma siamo pronti a ripartire pensando al bene e al futuro del Pescara».
L’esclusione di Sulley Muntari ha sorpreso tutti. Come è stata singolare la scelta del calciatore di agire per conto proprio presentando il ricorso. «Ho già detto che Muntari ha ragione, non si può pensare che nel 2017 accadano ancora episodi simili. Chiaramente, essendo un personaggio molto conosciuto, il fatto che sia capitato a lui ha creato una grande risonanza. Per fortuna il caso si è chiuso e speriamo che non succeda più». Il ghanese è rimasto in panchina per tutta la durata del match. Dopo il triplice fischio, ad attenderlo davanti alla porta degli spogliatoi, c’era Hervé Penot, giornalista del prestigioso quotidiano francese L’Equipe e profondo conoscitore del calcio africano.
All’esterno dello stadio ovazione per Diego Falcinelli, reclamato a gran voce dai bambini della scuola calcio di Castelfrentano che hanno chiesto all’attaccante del Crotone di avvicinarsi per una foto di gruppo. I piccoli tifosi hanno chiamato anche Memushaj e altri giocatori. Erano loro i più felici in un pomeriggio di desolazione all’Adriatico. Non sorprende il dato relativo all’affluenza. Ieri è stato stabilito il record negativo di spettatori con 10.447 tifosi presenti. L’agonia non è finita, ci sono altre tre gare da giocare, delle quali una all’Adriatico tra due settimane contro il Palermo. Poi, finalmente, la stagione degli orrori andrà in archivio.
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