Sebastiani: «Zeman può andarsene»

18 Dicembre 2017

Il presidente: nessun problema se non è convinto delle qualità di questo gruppo. Non è vero che si è dimesso a settembre

PESCARA. Livido di rabbia. E non finisce qui. La resa dei conti ci sarà oggi e se Daniele Sebastiani si presenterà all’incontro con Zdenek Zeman con la stessa tempra esibita nel post partita di ieri lo scontro sarà inevitabilmente molto duro. Il presidente del Pescara è rimasto molto colpito dalle parole pronunciate dall’allenatore boemo nella conferenza stampa della vigilia e al termine del match col Novara ha esternato tutta la sua ira. «Mi viene da ridere. Ho chiesto a tutti se avessero ricevuto del dimissioni di Zeman. A me il 1° settembre non sono arrivate, a Leone nemmeno e neanche Pavone risulta a conoscenza di questa decisione», attacca Sebastiani commentando la rivelazione fatta sabato mattina dal boemo. «Forse si è dimesso da solo. Aggiungo che se Zeman avesse lasciato l’incarico non avrei alzato nemmeno un dito per trattenerlo perché chi allena il Pescara deve essere convinto». Sebastiani di solito segue le gare sedendosi sulla panchina aggiuntiva, ma ieri ha visto il match dalla tribuna Majella per non incrociare il tecnico.
Giovedì si tornerà in campo al Del Duca di Ascoli, ma non si sa se il boemo sarà ancora sulla panchina biancazzurra. «Se non è convinto di questa squadra perché resta a Pescara? Non so se giovedì sarà ad Ascoli, dovrò parlare con lui. Ma se pensa che la squadra sia scarsa è giusto che si dimetta. Quando ho ascoltato le sue parole ho creduto di essere su “Scherzi a parte”. Per carità, possiamo vedere il calcio in maniera diversa, però le scelte le fa lui. Non ho mai messo bocca su questioni tecniche. E Zeman, come tutte le componenti, dovrebbe prendersi i meriti quando le cose vanno bene e i demeriti nel momento in cui il rendimento è deludente. Purtroppo è un vizio che hanno tutti gli allenatori. Loro tendono a scaricare le colpe sugli altri quando i risultati non arrivano e si sentono fenomeni quando vincono. Un gruppo è tale se tutti remano verso la stessa direzione e Zeman ieri (sabato, ndr) è andato per fatti suoi».
Forse il presidente si aspetta un passo indietro da parte dell’allenatore. «Non c’è bisogno di scuse. Da uomini ci si confronta e si cerca di risolvere la questione, anche se nella nostra società non ci sono problemi». È probabile che il boemo si sia espresso in quel modo dopo aver sentito che la dirigenza aveva contattato alcuni suoi possibili successori. «Se è così ha sbagliato doppiamente perché io non ho chiamato nessun allenatore». Un mezzo sorriso gli scappa solo quando si parla della gara. «La partita ha dimostrato il Pescara ha due squadre che possono disputare un campionato di B anche se una è fuori per vari motivi. Ogni tanto dobbiamo dare anche carezze a questi ragazzi e non solo schiaffi. Come minimo siamo tra le prime otto del torneo». La chiusura è sul pubblico diviso. «L’ha creata Zeman questa situazione con quella conferenza stampa di m... A me dei cori non importa, l’importante è che i tifosi diano una mano alla squadra».
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