Sebastiani: «È un bel Pescara»

«Bravo Pillon, giochiamo bene e c’è lo spirito giusto. Questa squadra trascinerà il pubblico»
PESCARA. «Avete visto l’abbraccio tra Cocco e Monachello dopo il gol del pareggio? Quella immagine incarna lo spirito della nostra squadra». Il terzo risultato utile consecutivo soddisfa il presidente Daniele Sebastiani, anche se a Brescia i biancazzurri avrebbero potuto fare bottino pieno. Riavvolgiamo il nastro. Stadio Rigamonti, minuto 89. Il Pescara, sotto di un gol dopo il guizzo di Leonardo Morosini, trova il pareggio con Gaetano Monachello. L’attaccante di proprietà dell’Atalanta, entrato al 13’ della ripresa al posto di Andrea Cocco, va ad esultare sotto la curva dove sono assiepati circa 150 tifosi biancazzurri. E, tra i primi che partono dalla panchina per raggiungere Monachello sotto il settore ospiti c’è proprio Cocco.
Non mentiva il centravanti sardo quando diceva che tra loro il rapporto è ottimo ed entrambi vivono con serenità la sana competizione. «Cocco ha vissuto un pomeriggio sfortunato», commenta Sebastiani, «quell’errore dal dischetto lo ha condizionato fino a quando è rimasto in campo. Poi è entrato Monachello che è stato bravo a crederci mettendo dentro il pallone dell’1-1. Se avessimo perso sarebbe stata una beffa. Nel primo tempo abbiamo giocato molto bene. Purtroppo, nella seconda frazione siamo rientrati in campo addormentati».
Nel finale la reazione rabbiosa dopo il gol di Morosini. «Che beffa quella rete, Morosini avrebbe dovuto giocare con noi la gara di sabato. A luglio era praticamente un calciatore del Pescara, avevamo l’accordo sia con il Genoa che con il suo agente Claudio Vigorelli. Per fortuna poi Monachello ha messo a posto le cose». Il gol del Rigamonti fa salire le quotazioni dell’attaccante siciliano. Tuttavia, al dualismo Cocco-Monachello bisogna aggiungerne almeno altri due: Melegoni-Machìn e Antonucci-Capone. A Brescia, un po’ a sorpresa, Pillon ha deciso di tenere in panchina Machìn, nonostante a fine giugno il Delfino abbia sborsato 750.000 per riscattarlo dalla Roma. «Melegoni ha giocato una buona gara contro il Livorno e l’allenatore lo ha premiato con la riconferma. Nulla di strano, Machìn avrà le sue occasioni come gli altri. I sani dualismi sono positivi. Pillon non ha preclusioni di alcun tipo, tutti i giocatori godono della sua considerazione e credo che questo sia uno dei suo grandi meriti. Ed è anche un’altra testimonianza che noi dirigenti non entriamo mai nelle scelte tecniche degli allenatori. Al di là di tutto ciò, a me è piaciuto il gioco espresso dalla squadra nelle prime tre giornate e lo spettacolo migliorerà ulterioremente quando Brugman e Memushaj saranno al top». Bene anche Franck Kanoutè. Il 20enne senegalese si è messo alle spalle l’estate turbolenta entrando con il piglio giusto. «Kanoutè ha mezzi fisici e tecnici impressionanti. Il futuro è nelle sue mani, se capirà di poter fare il salto di qualità farà il calciatore ad alti livelli».
Ora due gare casalinghe. Sabato (ore 15) contro il Foggia, martedì 25 (alle 21) con il Crotone. L’auspicio è che presto crescano le presenze allo stadio Adriatico. «È la squadra che trascina i tifosi, a Pescara è sempre stato così. Questi ragazzi non mollano mai e sono convinto che nelle prossime gare vedremo un pubblico più numeroso». La chiusura è sui Pescara-bond, un’operazione che ha già raggiunto risultati discreti. «Abbiamo superato le 300 adesioni e siamo molto contenti».
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