Sede finale di coppa, Ortolano bacchetta il Chieti e il Giulianova

Mercoledì (ore 15) si giocherà a Città Sant’Angelo Il presidente: «Decide la Figc, non due dirigenti al bar»
PESCARA. Accade anche questo. Che due dirigenti di club di Eccellenza - le nobili decadute Giulianova e Chieti - pensano di poter decidere la sede della finale di coppa Italia facendo testa o croce con una moneta di due euro. Dopo che il comitato regionale della Figc aveva dato disposizione che si sarebbe giocato mercoledì prossimo, alle ore 15, a Città Sant’Angelo. Al tempo dei social la notizia si propaga in un attimo e scatena la polemica. L’argomento di discussione è la sede della finale Giulianova-Chieti, le prime della classe in campionato che si contenderanno la coppa. Entrambi avrebbero voluto giocare in notturna. «E pur di andare incontro alla richiesta ci siamo attivati per trovare un impianto adatto», racconta Daniele Ortolano, presidente del comitato regionale della Figc, «c’era solo quello di Lanciano, ma non è utilizzabile perché il Biondi è sottoposto a lavori di manutenzione». Le parti si sono viste martedì all’Aquila nella sede della federazione. «E ci siamo lasciati», prosegue Ortolano, «con due soluzioni: una alle ore 15 a Città Sant’Angelo e una in notturna a Lanciano. Una volta venuta meno l’ipotesi Lanciano, va da sè che si giochi a Città Sant’Angelo. E così è stato e sarà». Non per il vice presidente del Chieti Filippo Di Giovanni e per il dg del Real Giulianova Domenico Vernacotola. Che hanno insistito per giocare in notturna anche per andare incontro alle esigenze dei tifosi. E si sono ritrovati, mercoledì, a Giulianova in un locale. All’esito del sorteggio della monetina hanno legato la scelta del campo: testa o croce, Angelini o Fadini. Ha vinto Vernacotola. E quindi, secondo loro, si sarebbe dovuto giocare in notturna a Giulianova. Se era una decisione o una proposta da portare in federazione non è ben chiaro. Sta di fatto che questa iniziativa ha letteralmente mandato in bestia il presidente Daniele Ortolano e i componenti del direttivo. Che oltre a ribadire che si giocherà a Città Sant’Angelo alle ore 15, hanno preso posizione con parole durissime. «Dopo un’esperienza pluridecennale pensavo di averle viste tutte», dice Ortolano, «questa mi mancava. In una sede privata due dirigenti si riuniscono e fanno il sorteggio. Roba da non crederci. Forse, non sanno che le società sono iscritte a una federazione. Ignorano il fatto che c’è un regolamento. E questo, tra l’altro, dice che la finale si gioca in campo neutro. Ricordo ai signori che la finale è organizzata dal comitato regionale della Figc, non dalle società. E che c’è un problema di ordine pubblico per giocare le partite in notturna. Finora, noi abbiamo sempre cercato di agevolare le richieste. Ma a tutto c’è un limite». Infine: «Abbiamo massimo rispetto dei tifosi, dei dirigenti e dei calciatori. Proprio per questo motivo cerchiamo di fare le cose secondo regolamento. Noi!».
Un incidente diplomatico di non poco conto. Che ha scatenato anche le due tifoserie. Fino alla scorsa settimana le due società avevano polemizzato a distanza, l’una con l’altra. Si sono scambiate accuse di favoritismi via social. Poi, come d’incanto, due dirigenti si incontrano e fanno testa o croce, pensando di poter spostare la sede della finale di coppa.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

