Sei giocatori del Lanciano: «Lasciati soli e senza rimborsi»

10 Maggio 2022

LANCIANO. Squadra e staff lasciati senza rimborsi, affitti delle case non pagati, giocatori alloggiati in appartamenti fatiscenti con materassi per terra, mancanza di materiale tecnico per allenarsi...

LANCIANO. Squadra e staff lasciati senza rimborsi, affitti delle case non pagati, giocatori alloggiati in appartamenti fatiscenti con materassi per terra, mancanza di materiale tecnico per allenarsi e perfino ingerenze da oltreoceano sulla formazione da schierare. Un’odissea raccontata ieri da sei giocatori del Lanciano che, in una conferenza al Biondi, hanno ripercorso le tappe di una stagione travagliata, quella a tinte americane con Max Pincione presidente, vissuta tra mille difficoltà. «La società non è mai esistita e non ha mantenuto le promesse», le parole dei calciatori Scipioni, De Fabritiis, Bertino, De Marchi, Tissone e Tommaselli, tra i pochi superstiti di una squadra che nell’ultima di campionato a Montesilvano si è presentata in 13. «Ci siamo allenati e deciso di portare avanti la stagione solo per amore verso questi colori e per rispetto della città. In 9 mesi sono successe talmente tante cose che facciamo fatica a ricordarle tutte. I giocatori Ciotola e Crudo sono andati via perché messi nelle condizioni di farlo. Altri sono stati obbligati a restare, alcuni erano stati ospitati in alloggi improvvisati con divani e materassi a terra, lasciati all’abbandono e senza avere neanche più i soldi per tornare a casa». La squadra ha raccontato di non aver avuto maglie, cinesini, tute e palloni; ha denunciato la scarsa assistenza medica con fisioterapista e preparatore atletico costretti a rinunciare all’incarico e con gli atleti obbligati a pagarsi da soli le spese mediche. Una società assente che, secondo la versione dei giocatori, voleva imporre anche scelte tecniche. «Questo è stato il motivo dell’esonero di mister Bellè a gennaio», hanno detto Scipioni e compagni. «La società dall’America, tramite Whatsapp, voleva imporre tattiche degli anni ’60 e voleva che i due portieri Elezaj e Seck giocassero da attaccanti». La squadra ha anche raccontato che l’allenatore Pasculli è stato mandato via perché «sfrattato dalla struttura ricettiva che lo ospitava che non ha mai visto un euro dalla società». Erano presenti il tecnico Bellè e il ds D’Orazio, «gli unici che ci hanno sempre messo la faccia», hanno detto i giocatori che hanno ringraziato i tifosi «per averci fatto la spesa, ospitato a cena e pagato la trasferta all’Aquila. Vi auguriamo di trovare una società seria».(g.g.)