Selasi: Pescara, ora sono pronto per restare

La mezzala rientrata dal prestito al Novara vuole rimanere con Zeman
PESCARA. L’esperienza a Novara lo ha reso più maturo. Un anno in prestito in serie B sotto la guida di Roberto Boscaglia che non lo ha fatto giocare tantissimo (13 presenze), ma l’ha aiutato a crescere dispensandogli consigli preziosi. L’avventura in terra piemontese è finita e il 21enne ghanese è rientrato al Pescara. Per conoscere il suo futuro bisognerò attendere ancora, ma il centrocampista assistito dall’agente Carlo Di Renzo ha le idee chiare: vuole restare a Pescara. In verità, prima di trasferirsi a Novara, per realizzare il sogno di diventare un calciatore Ransford ha già compiuto un percorso che metterebbe a dura prova chiunque. Partì dal Ghana nel 2013, alla tenera età di 17 anni, per sostenere il provino con il Delfino che per fortuna andò a buon fine. Ora è nel suo Paese d’origine per trascorrere le vacanze insieme ai suoi familiari. Domani tornerà in Abruzzo per iniziare la nuova stagione con Zdenek Zeman.
Selasi, che giudizio dà sul campionato con il Novara?
«Positivo. Sono cresciuto sotto ogni punto di vista. Ho trovato un allenatore che mi ha dato tanti suggerimenti e un gruppo fantastico che mi ha accolto benissimo. E poi anche il clima è stato clemente. Mi aspettavo di soffrire un po’ il freddo del Nord Italia, invece l’inverno non è stato gelido. Avrei potuto collezionare qualche presenza in più, però non mi lamento. È stata un’esperienza utile soprattutto a livello umano. A Novara non c’erano i miei affetti e per la prima volta ho dovuto fare tutto da solo».
Il Pescara è tornato in serie B. Se l’aspettava?
«Non so rispondere perché non ho vissuto lo spogliatoio. Mi dispiace per come sia finito il campionato, ma siamo pronti per ripartire con grandi ambizioni».
Lei resterà al Pescara?
«Spero di sì. Mi piacerebbe tanto, questa città è casa mia, poi vedremo quello che succederà».
Le hanno già parlato di Zeman?
«Sì, so che è un allenatore tosto che punta sui giovani e fa lavorare molto. Per farmi trovare pronto per il ritiro ho iniziato a correre dieci giorni fa. Non vedo l’ora di riabbracciare i miei amici, anche se durante l’anno qualche volta sono venuto all’Adriatico per salutarli. Nel corso della stagione ho sentito spesso Aldegani, Benali e Memushaj che mi sono stati vicino».
Ha sentito Muntari dopo i fatti di Cagliari che avevano scatenato proteste anche in Ghana?
«Non l’ho chiamato perché sapevo che era molto arrabbiato. Per fortuna anche qui in Ghana poi la situazione si è ricomposta. Posso solo dire che Sulley è una persona squisita. L’ho conosciuto a Pescara e la prima cosa che mi ha detto è stata questa: “Questo è il mio numero di telefono, per qualsiasi cosa non esitare a chiamarmi. Sono a tua disposizione per ogni tua necessità». È stato molto cordiale, spero di rivederlo presto».
A lei è mai capitato di essere coinvolto in episodi di razzismo?
«Per fortuna no. E comunque a Pescara non è mai accaduto che mi trovassi episodi spiacevoli. Con me tutti si sono sempre comportati bene e ormai mi sento un pescarese».
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