Sembrano quasi test precampionato
di ANTONIO DE LEONARDIS Poco più di due settimane dall'inizio della preparazione, prima uscita, con pochi giorni di lavoro, contro una formazione quel giorno modesta (il Genoa), poi due test molto...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Poco più di due settimane dall'inizio della preparazione, prima uscita, con pochi giorni di lavoro, contro una formazione quel giorno modesta (il Genoa), poi due test molto impegnativi (Chievo e Sampdoria). Come logica vuole emergono più problemi che considerazioni positive. Mancano le verticalizzazioni, la difesa è troppo bassa, pesano i carichi di lavoro, più di un giocatore è in ritardo di preparazione, altri sembrano già ai margini della prima squadra, serve tempo per assimilare gli schemi, chi va in campo non ha ancora il coraggio e la condizione per provare a imporre il proprio gioco. Tutto secondo logica e copione, insomma, solo che non siamo all'inizio di luglio ma a pochi mesi dalla fine di un campionato disastroso che ha visto il Pescara prenotare con largo anticipo un ritorno tra i cadetti che a questo punto sembra assolutamente utopistico pensare che possa essere evitato. Quella specie di "precampionato" che stiamo vedendo da tre giornate è qualcosa di irreale che non porta da nessuna parte e che serve poco o niente al già ipotizzato progetto futuro che, come si sa, dovrà essere sul serio nel segno del boemo che, non a caso, ha firmato un contratto che lo lega al Pescara anche nella prossima stagione. E del resto che l'organico attuale potesse assimilare in tempi più o meno brevi il gioco di Zeman era difficilmente ipotizzabile e lo è ancor di più dopo le prime prove sul campo. Né è pensabile che si possa subito avviare un lavoro di preparazione per la prossima stagione visto che gran parte dei giocatori a disposizione sono destinati a cambiare casacca. Caprari e Verre, come si sa, hanno già la valigia pronta, essendo stati ceduti con largo anticipo, la mancata salvezza chiuderà (salvo eccezioni) per forza di cose il rapporto con Bovo (che dobbiamo ancora vedere in campo), con Muntari (non pervenuto), con Gilardino (infortunato), con Stendardo (36 anni a maggio), mentre Cubas resta al momento un oggetto misterioso e Kastanos e Cerri (come da contratto) sembrano solo di passaggio. Mettendo tutto insieme resta quel poco che abbiamo visto nelle tre partite della nuova gestione che, come purtroppo era logico aspettarsi, non ha cambiato di una virgola la difficilissima situazione di classifica. E allora, se il futuro è adesso, tanto vale allargare il fronte del lavoro, passando in rassegna tutte le forze in campo, compresi i giovani più interessanti della Primavera che già sono arrivati ai margini della prima squadra (Del Sole, Delli Carri, Maloku, Djallo, Coulibaly e chi altri ovviamente riterrà opportuno il boemo) per i quali questo finale di stagione avrebbe quanto meno l'effetto di un prezioso stage per un futuro che potrebbe essere ancora in biancoazzurro, scoprendo in anticipo concetti e idee dell'allenatore che sarà alla guida del Pescara anche all'inizio del prossimo campionato.
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