Sempre Micciché, Chieti in fuga

I teatini vincono in rimonta con i Nerostellati e vanno a +5 sul Sambuceto. Sfatato il tabù Angelini
CHIETI. Prima va sotto, poi pareggia, rischia la beffa e alla fine la risolve il solito Micciché. Il Chieti vince in rimonta con i Nerostellati (2-1), si sblocca all’Angelini e allunga a +5 sul Sambuceto, bloccato sul pari dall’Alba Adriatica. A conti fatti, meglio di così non poteva andare per i neroverdi che tornano a fare bottino pieno in casa dopo oltre un mese (l’ultimo successo il 23 dicembre col Pontevomano) e, soprattutto, incrementano il vantaggio sulla seconda.
La capolista tira fuori il carattere e riprende una partita che si era messa in salita. Al vantaggio pratolano siglato da Onwuachi risponde Delgado, poi nel finale ci pensa Micciché, al 13° centro stagionale, a regalare i 3 punti al Chieti. Decisiva la mossa di Lucarelli che nel secondo tempo passa al 4-2-3-1, togliendo il centrocampista Morales e inserendo l’attaccante Rodia, e mette alle corde i Nerostellati, che si abbassano e subiscono l’assalto dei neroverdi. Ma poco prima del 2-1, è clamorosa la palla gol capitata ai pratolani con Bruno che di testa colpisce la traversa, con deviazione provvidenziale di Alonzi. Ma sarebbe stata una beffa atroce per il Chieti che ha meritato la vittoria.
Nel primo tempo, su un campo allentato che non favorisce il gioco palla a terra, l’approccio del Chieti è giusto e Marfisi va subito vicino al gol. I Nerostellati rispondono con un tiro da fuori di Pendenza, bloccato in due tempi da Alonzi, ma l’occasione più nitida è di Micciché che da buona posizione non centra la porta. Al 33’ il Chieti protesta per un contatto in area tra Bighencomer e Micciché e al 43’ va sotto: Di Lallo si fa sorprendere, Pendenza si invola verso la porta, supera Alonzi e serve a Onwuachi la palla del vantaggio nerostellato. Sembra l’inizio di un film già visto all’Angelini, ma è Delgado a cambiare il copione. Lo spagnolo sfrutta un pasticcio difensivo dei Nerostellati (scontro di gioco tra Bighencomer e l’ex Trozzo) e mette la palla sotto l’incrocio dei pali. I pratolani protestano perché l’arbitro non ha interrotto il gioco dopo lo scontro tra Trozzo e Bighencomer, rimasto a terra dolorante.
Nella ripresa, i Nerostellati si abbassano troppo e pensano solo a difendersi. Bighencomer si salva con i piedi sul colpo di testa di Micciché. Poi, Lucarelli si gioca la carta Rodia e passa al 4-2-3-1. Dal possibile vantaggio con Delgado, che tenta un improbabile pallonetto a due passi dal portiere, alla possibile beffa. A 7’ dalla fine, il Chieti trema sul colpo di testa di Bruno che colpisce la traversa dopo il tocco di Alonzi. Ma nel finale è decisivo ancora Micciché che raccoglie l’assist di Rodia e fa 2-1.
«I ragazzi ci hanno creduto fino alla fine», dice il tecnico neroverde Lucarelli. «È vero che c’è stata la parata decisiva di Alonzi, ma la vittoria è meritata. Nel secondo tempo abbiamo avuto occasioni importanti. Segnare nel finale vuol dire che la squadra ha una mentalità vincente. Finalmente ci siamo sbloccati in casa. La squadra ha fatto una grande prestazione sul piano caratteriale e non era facile. Siamo a +5 sul Sambuceto, ma pensiamo subito all’Amiternina».
«Ultimamente ci dice male», spiega il tecnico pratolano Saccoccia. «Dopo il cambio di modulo del Chieti, non ho voluto fare sostituzioni perché vedevo che i ragazzi riuscivano a tenere le posizioni. Peccato, perché abbiamo preso gol dopo la traversa colpita da Bruno».
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