Senza gioco nè anima ora si salvi chi può

11 Marzo 2018

Poker del Parma: D’Aversa vince il derby pescarese in panchina  contro l’esordiente Epifani. Fischi alla squadra, insulti a Sebastiani

PESCARA. Disorientato e impotente. Sotto choc. Nuovo allenatore, stesso Pescara se non, addirittura, peggiorato. Stesso Pescara perché il gol è un miraggio ed è arrivato solo sullo 0-3 quando il Parma ha allentato la tensione e le maglie della difesa. Peggiorato, perché ne ha presi quattro in una gara in cui è stato passivo e, a tratti, spettatore non pagante. Fragile e inconsistente anche sul piano caratteriale.
Successo meritato del Parma al secondo colpo consecutivo in trasferta dopo quello di Salerno. Non una passeggiata, ma nemmeno una faticaccia. Il derby tra pescaresi in panchina l’ha vinto Roberto D’Aversa, tecnico gialloblù, che per la prima volta è riuscito a battere la squadra della sua città. Ma Epifani non ha responsabilità, sia ben chiaro. Il Pescara è un pugile suonato all’angolo, dal quale non riesce a divincolarsi. Non ha ancora assorbito lo choc del cambio di allenatore. Ha perso anche quelle poche certezze che aveva. Non ha personalità. Non è una squadra tecnica perché, al di là di Brugman, ce n’è davvero poca nell’undici iniziale schierato ieri; men che meno capace di graffiare, perché ha dimostrato di non avere il coltello tra i denti, di non mordere le caviglie dell’avversario. E’ in una terra di mezzo dalla quale Epifani dovrà lavorare tanto per mettere insieme un gruppo capace di tagliare il traguardo della salvezza. Perché parlare di play off, oggi, è come offendere l’intelligenza dei tifosi. Che, dal canto loro, hanno da tempo individuato il colpevole di una stagione balorda nel presidente Daniele Sebastiani insultato a voce alta ieri allo stadio. Chiaramente, la società ha le principali responsabilità, non si discute. Ne hanno anche i calciatori che nemmeno sul piano della grinta e della determinazione sono riusciti a essere competitivi al cospetto di un Parma concreto, nettamente superiore. Ha fatto il bello e il cattivo tempo, mettendo le cose in chiaro dopo appena dieci minuti quando l’ex Calaiò (in biancazzurro dal 2003 al 2005), alla 100ª rete in B, con un zampata ha trafitto Fiorillo. Un gol nato addirittura da una rimessa laterale! Tanto per rendere l’idea di un Pescara confuso che Epifani ha schierato con il 4-2-3-1, mettendo in soffitta il 4-3-3 di Zeman. Nel primo tempo i biancazzurri hanno fatto scena muta, rischiando di incassare lo 0-2 quando Lucarelli ha colpito di testa la traversa al 24’. Qualcosa in più hanno combinato nella ripresa, più che altro sul piano dell’impegno. Ma senza impensierire più di tanto la retroguardia emiliana. Lo spartiacque della partita al 24’ quando il portiere Frattali ha neutralizzato la prima conclusione in porta del Pescara con Mancuso e sul ribaltamento di fronte Ceravolo, entrato in campo da pochissimi minuti, ha trafitto Fiorillo in contropiede. Nell’occasione va rimarcato come l’attaccante subentrato a Calaiò sia apparso nettamente in fuorigioco sull’assist di Baraye. Di certo, l’errore clamoroso della terna arbitrale, non può inficiare i meriti del Parma e i demeriti dei biancazzurri, perché poco dopo è arrivato lo 0-3 firmato da Gagliolo che ha definitivamente chiuso la partita. I gol di Bunino e Scavone sono serviti solo per aggiornare il risultato finale. Terza sconfitta casalinga per il Pescara che ha cinque punti di vantaggio sul quint’ultimo posto e sette di ritardo dall’ottavo posto. Martedì (ore 18) si tornerà in campo nel recupero casalingo con il Carpi, poi domenica la trasferta di Avellino. Si salvi chi può!
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA