Senza rinforzi restano solo le illusioni

di ANTONIO DE LEONARDIS La sosta, per via del maltempo, è stata più lunga del previsto per i biancazzurri che domenica sono tornati finalmente in campo quasi un mese dopo il pareggio di Palermo. Non...
di ANTONIO DE LEONARDIS
La sosta, per via del maltempo, è stata più lunga del previsto per i biancazzurri che domenica sono tornati finalmente in campo quasi un mese dopo il pareggio di Palermo. Non è cambiato granchè, purtroppo, c'è scappata la prima sconfitta del nuovo anno, peraltro decisamente annunciata vista la qualità dell'avversario, ovvero il Napoli che, come si sa, il suo campionato se lo sta giocando faccia a faccia con Juve e Roma. Un altro pianeta, insomma, per una squadra che al difficile appuntamento del San Paolo c'è arrivata oltretutto con i resti per via dei tanti infortuni che hanno travagliato la vigilia di Oddo e, per di più, con scarsissimo sostegno da quel mercato di gennaio che, nelle intenzioni di tecnico e società e nelle attese dei tifosi, appare imprescindibile per una difficile ma non impossibile ripresa.
Dei nuovi arrivi, così, il solo ad andare in campo è stato Gilardino, peraltro part time e sostituito a metà ripresa, il resto della squadra con tanti, troppi rincalzi che prima della sosta facevano fatica a trovare un posto da titolare, o comunque costretti dall'emergenza a giocare fuoriruolo. Del tutto inedito il terzetto difensivo, con Zuparic, già in lista di partenza, ripescato addirittura qualche ora prima della gara, Benali e Verre a sacrificarsi sulle corsie esterne, Bruno a cercare di dare equilibrio in mezzo al campo.
Emergenza assoluta, come mai capitato in precedenza in un girone di andata decisamente travagliato e pieno di imprevisti. E vista così, è senz'altro lodevole l'atteggiamento, l'assetto tattico e l'impegno che hanno permesso ai biancazzurri di tener testa agli agguerriti rivali per tutto il primo tempo. Un solo tiro in porta del Napoli prima del riposo e già questo la dice lunga sulla prestazione offerta dal Pescara per metà partita. Poi però, al primo errore della difesa Tonelli ha rotto l'equilibrio, subito dopo ci ha messo di suo pure l'arbitro ignorando un fallo di rigore su Gilardino, e, nel giro di 2’, Hamsik ha pure chiuso il conto. Quasi un tempo ancora da giocare ma partita praticamente finita per una squadra che sta trovando con profitto una sua nuova identità (3-5-2 con una punta vera accanto a Caprari), che ci mette volontà, capacità di sacrificio e temperamento, ma che, al momento è ancora troppo debole per giocarsi con la necessaria credibilità le poche chances di una possibile rimonta per la salvezza. Servono i rinforzi, appunto, serve in particolare che siano affidabili e in grado di dare il cento per cento, da subito, e questo vale per Bovo, per Stendando, per Cubas, per lo stesso Gilardino che a Pescara ci sono arrivati dopo aver fatto mesi di panchina, e anche per un paio di altri arrivi che possano dare al tecnico qualche soluzione in più sia a centrocampo che in attacco. È chiedere troppo? Non mi sembra proprio.
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