serie a2»BIANCAZZURRI A ZERO PUNTI

ROSETO. Un incubo. Ecco come definire questa crisi del Roseto Sharks, dopo le zero vittorie in sette match che stanno deprimendo club, giocatori e tifosi. Soprattutto questi ultimi, che ci avevano...
ROSETO. Un incubo. Ecco come definire questa crisi del Roseto Sharks, dopo le zero vittorie in sette match che stanno deprimendo club, giocatori e tifosi. Soprattutto questi ultimi, che ci avevano fatto la bocca con gli eccellenti risultati delle ultime stagioni, e che oggi giudicano irriconoscibile la squadra del cuore, generando un’onda di risentimento che non aiuta i giocatori. L’ultimo match a Bergamo ha certificato che questi Squali non sono abbastanza attrezzati per salvarsi, non solo per quel brutto zero a fondo classifica, ma soprattutto perché quelle sconfitte arrivano da veri e propri scontri diretti. Certo, ci sono stati i tanti infortuni che hanno fermato più volte tanti giocatori, ma quel che ha depresso l’ambiente è stato soprattutto il mancato arrivo di Anthony Raffa, che ha accettato le offerte di Orzinuovi rinforzando così una concorrente diretta degli Squali per la salvezza.
E siccome piove sul bagnato, adesso gli Sharks per regalo si ritrovano con un Combs che sembrava pronto a tornarsene in America e invece gioca, male come al solito, rappresentando un potenziale problema tutto da gestire. Insomma, lo zero in classifica conferma che ci sono stati errori a tutti i livelli, per cui adesso il club è chiamato a prendere le giuste decisioni per cambiare rotta.
Ieri sera c’è stata una riunione, presenti il presidente Daniele Cimorosi, il vice presidente Ettore Cianchetti, il general manager Vittorio Fossataro, il team manager Alex Petrilli, il delegato di “I Love Roseto Sharks” Egilas Bonsanti e il direttore sportivo, e allenatore, Emanuele Di Paolantonio.
Cimorosi ha dettato la linea: «Dalla riunione è venuto fuori che crediamo ancora tutti in questo progetto e non intendiamo abbassare la guardia: nomi non ne faccio, ma arriverà un rinforzo tra martedì e mercoledì prossimi».
Una unione di intenti che significa confermare la fiducia nel coach: «Di Paolantonio non è mai stato in discussione», le parole del massimo dirigente biancazzurro. Insomma, gli Sharks non mollano: è vero, ci sono stati tanti, troppi errori, ma in fondo ci sono pur sempre da giocare 23 partite per cui, almeno secondo la matematica, nulla è ancora perduto.
Ma la squadra deve cambiare marcia, e per poterlo fare ha bisogno dell’aiuto della società. Bisogna assolutamente ricucire i rapporti con parte del mondo dei procuratori per capire bene che cosa offre il mercato, trovare la soluzione giusta e andare a prendere un giocatore importante senza esitazioni; poi, a gennaio, finire l’operazione salvataggio, prendendo gli altri due rinforzi che il regolamento prevede.
Insomma, adesso il club rosetano deve dimostrare di avere fantasia, fortuna, e coraggio: ciò che bisogna ridare anche al gruppo di giocatori oramai mentalmente sfiduciato e che coach e staff dovranno assolutamente recuperare. Lo stesso coraggio che dovranno dimostrare anche i tifosi biancazzurri, chiamati anche loro a voltar pagina abbandonando le polemiche: indietro non si può tornare, meglio impegnare le risorse nel cercare soluzioni, perché questa non sarà certamente ricordata come una stagione sportiva tutta sorrisi, anzi potrebbe potenzialmente diventare una stagione di lacrime amare. Per questo, con onestà, servirebbe che tutti abbassassero l’asticella delle proprie aspirazioni, l’unico modo per capire che ad oggi, l’unico obiettivo che gli Sharks si possono porre, è quello di lasciare l’ultimo posto della classifica che condanna alla retrocessione diretta. Per farlo, servirà cominciare a vincere; per farlo, oltre al capitolo relativo ai rinforzi appena descritto, servirà uno sforzo comune anche da parte di quegli appassionati che stanno sugli spalti del PalaMaggetti: bisognerebbe tornare a spingere forte durante ogni partita sperando, con l’arrivo dei tre rinforzi, in un girone di ritorno di ben altro tenore. Fantasia, fortuna, e coraggio, appunto.
Marco Rapone
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