serie a2»GIRONE EST

ROSETO. Prima vittoria stagionale per il Roseto Sharks, che ieri al PalaMaggetti è riuscito ad avere la meglio contro la quotata Jesi per 88 a 77. Un match che dona un po’ di serenità alla band di...
ROSETO. Prima vittoria stagionale per il Roseto Sharks, che ieri al PalaMaggetti è riuscito ad avere la meglio contro la quotata Jesi per 88 a 77. Un match che dona un po’ di serenità alla band di coach Di Paolantonio, riuscita a risalire la china ed a prendersi i due punti in palio senza stare troppo a sentire quelle cattive sirene derivanti da un clima di crescente sfiducia intorno alla squadra, cosa del resto anche naturale vista la classifica. Stavolta invece i biancazzurri ci hanno creduto davvero, e lo hanno fatto credendo l’un l’altro come mai era successo, finalmente eseguendo dall’inizio alla fine del match il piano gara preparato. In realtà non è stata una gara tutta rose e fiori, tutt’altro: dopo un buon primo quarto nel quale Roseto aveva tentato anche un break piazzando un 10 a 0 a cavallo tra il quinto ed il settimo minuto, ben rimontato dagli ospiti grazie ad una tripla di Pierpaolo Marini (amatissimo figliol prodigo che ha preso tantissimi applausi), nel secondo quarto i giocatori biancazzurri si sono lasciati quasi travolgere dal loro solito problema.
E così ognuno si è sentito di vestire i panni del salvatore della patria, probabilmente perché tendeva a non fidarsi del compagni: un atteggiamento che produceva un attacco da 0/6 al tiro da tre e da 2/8 a quello da 2 punti, che si traduceva in pochissimi punti sul proprio tabellone luminoso, problema amplificato da una difesa molle, neanche fallosa, che permetteva agli ospiti di chiudere la seconda frazione di gioco comodamente avanti di 11, 29-40.
Sono stati questi minuti bruttissimi per gli Sharks, il cui gioco ovviamente non funzionava: Carlino a portar palla veniva sistematicamente raddoppiato a metà campo, perdendo un paio di palloni sanguinosi. Ogide prendeva qualche rimbalzo ma senza esser innescato sotto i tabelloni avversari. E poi anche gli italiani a sbagliare troppo al tiro, anche quelli senza pressione difensiva, col risultato che si andava negli spogliatoi all’intervallo lungo con qualche fantasma ad aleggiare di nuovo sul PalaMaggetti. Quel che accadeva negli spogliatoi lo racconta il play Marulli: «Il coach ci ha parlato con calma, ricordandoci che siamo una squadra e come tale dobbiamo giocare. Quindi tornare a fidarsi l’uno dell’altro come avevamo fatto nel primo quarto, eseguire i giochi e difendere con aggressività. E’ quello che abbiamo fatto». E dopo un terzo quarto battagliato su ogni pallone, con gli Sharks a risalire anche al -1 (47-48 al 26’) per poi tornare sotto di 6 (al 30’ 52-58) è stato proprio di Marulli ad infilare la tripla della riscossa alla prima azione dell’ultimo decisivo quarto di gioco. Tra gli ospiti era Marini a reggere la baracca infilando canestri difficilissimi fino al 35’, quando sul 64-71 Roseto trovava il break e con tre liberi di Lupusor ed una tripla velenosa di Carlino andavano a + 4, 76-72 al 38’. L’inerzia a quel punto era tutta dei padroni di casa che pur perdendo Marulli per falli e Carlino per crampi giocava con grande padronanza: Ogide spazzava i tabelloni (16 rimbalzi), mentre capitan Casagrande infilava l’ultima tripla ad un minuto dalla fine che chiudeva i giochi. Roseto è uscita tra gli applausi, mentre arrivano le notizie che Bergamo e Orzinuovi hanno perso: insomma, adesso a lottare per la salvezza ci sono anche i biancazzurri. Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

