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ROSETO. In un finale di gara incandescente, il Roseto perde in volata contro Verona. Un finale che è stato un’altalena di emozioni, durato lo spazio ristretto di circa 23 secondi effettivi: è lì...
ROSETO. In un finale di gara incandescente, il Roseto perde in volata contro Verona. Un finale che è stato un’altalena di emozioni, durato lo spazio ristretto di circa 23 secondi effettivi: è lì infatti, che Marulli in entrata segnava il canestro dell’83 pari che rimetteva per tutto in gioco, con Di Paolantonio ad ordinare ai suoi di fare un fallo tattico per evitare triple pericolose. Diligentemente gli Sharks mandavano in lunetta a 16 secondi dal termine il fromboliere Green che non falliva i due liberi, riportando il tabellone sull’83-85. L’azione di attacco successiva dei biancazzurri vedeva girare velocemente la palla tra gli esterni, per poi darla a Lupusor, che senza paura infilava la sua unica tripla del match, dopo aver sbagliato le precedenti quattro: ad 11 secondi dalla sirena, era 86-85 per Roseto, col PalaMaggetti che saltava per aria, ed il quintetto rosetano che commetteva l’errore di esultare troppo, senza rientrare invece in difesa in modo più ordinato, come sarebbe stato necessario.
Il risultato è che Verona furbescamente rimetteva la palla in gioco velocemente dando palla ancora a Green, che infilava il canestro rosetano con un jump dalla media che ribaltava il punteggio 86-87 per gli ospiti quando mancavano solo 1,1 secondi alla fine. Finita? Sembrava di no, visto che Carlino eseguiva una rimessa da fondo campo in stile baseball, per dare la palla a Marulli appostato sulla linea del tiro libero che si girava e segnava: sarebbe stato il +1 per gli Sharks, ma gli arbitri non convalidavano tra le proteste di un intero palazzetto che vedeva il sogno svanire. Finiva così 86-87 per Verona che festeggiava, mentre attonita tutta Roseto restava a guardare; sarà la moviola a dire l’ultima parola, ma ad una prima revisione del finale tramite i cameraman, l’impressione è che gli arbitri abbiano avuto purtroppo ragione. Se ne vanno così due punti che potevano permettere ai rosetani di agganciare la coppia delle penultime, anche loro perdenti in questo turno finale del girone di andata: Bergamo infatti alla fine non ce l’ha fatta, pur avendo fatto sudare e proverbiali sette camicie al Forlì, mente Orzinuovi nell’anticipo ne ha presi una quarantina in casa da Treviso.
Roseto finisce quindi il girone di andata solitaria all’ultimo posto, in un chiaroscuro che la vede comunque in crescita, di risultati ma anche di gioco, dopo l’arrivo di Carlino. Resta però tanto lavoro da fare su certi aspetti tattici, che contro Verona hanno pesato pur essendosela giocata alla pari: troppa la supremazia a rimbalzo della coppia ospite Poletti-Udom, un dazio che gli Sharks hanno superato anche perché Dalmonte ha forse lasciato un po’ troppo seduto in panchina quest’ultimo, per dar spazio ad un Toté al limite dell’inguardabile. Sanguinose le tre palle perse di Carlino nei 10 minuti finali, e rivedibile anche quella difesa a zona messa qualche volta in campo, purtroppo ben lontana dalle raffinatezze cui il coach ci aveva abituato nella scorsa stagione. Insomma la sensazione è che al Roseto manchi davvero poco per migliorare le prestazioni; al club adesso la prossima mossa, visto che proprio oggi si apre il mercato di riparazione e gli Sharks avrebbero bisogno di almeno un’addizione qualitativa.
Marco Rapone
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