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ROSETO. Niente da fare per gli Sharks, che perdono in casa con Montegranaro, fallendo l’obiettivo di tornare alla vittoria in casa: dopo i successi con Jesi e Ferrara infatti, vanno registrati i due...
ROSETO. Niente da fare per gli Sharks, che perdono in casa con Montegranaro, fallendo l’obiettivo di tornare alla vittoria in casa: dopo i successi con Jesi e Ferrara infatti, vanno registrati i due passi falsi con Ravenna (con grande sfortuna) e ora con Montegranaro, dopo un secondo tempo in cui troppi errori difensivi hanno inciso sull’85-91 finale.
Peccato, perché gli Sharks erano partiti bene, difendendo bene contro tre bocche da fuoco di prima classe come Corbett, Powell e Amoroso, tanto da ritrovarsi avanti nei primi 9 minuti di gioco, sul punteggio di 15-6. Ma che la squadra ospite fosse solo momentaneamente assopita lo spiegava a tutti il pivot Powell, che si esibiva in una stoppata su Di Bonaventura, lanciato in contropiede dopo una palla recuperata; da lì nasceva anche il primo canestro da 3 punti di Corbett, che rendeva evidente la loro potenza di fuoco. Per fortuna, però, i marchigiani continuavano a sparacchiare a salve, permettendo agli Sharks di chiudere al 10’ sul 18-13, ma con un piccolo campanello di allarme già acceso: Roseto era avanti di sole 5 lunghezze, senza aver capitalizzato i possessi in più, e soprattutto senza aver approfittato delle pessime percentuali al tiro degli avversari. Il problema vero per i rosetani, infatti, era che il bomber Carlino incappava nella serata no, che lo porterà a segnare la prima tripla solo a 4 minuti dalla sirena finale, senza nessuno a poterlo sostituire.
E così a spaiare era il giovane gialloblù Campogrande, che metteva la firma su un secondo quarto giocato alla grandissima: nei primi minuti ne piazzava 6 che valevano il primo e decisivo sorpasso della squadra ospite. E così, mentre i marchigiani carburavano pian piano come una vecchia locomotiva, lenta nel prender velocità, ma capace poi di tenere medie alte, gli Sharks chiudevano con 1/13 da 3 punti a referto al 20’, che non è stato un umiliante 0/12 solo perché Ogide infilava un missile in chiusura di quarto sul 32-36.
Ci si aspettava una squadra grintosa alla ripresa, ma questa era Montegranaro: bastavano 4 minuti per scavare quel solco di una decina di punti firmato da Campogrande insieme ai due Usa di coach Ceccarelli, che significava 34-46 al 24’, -12 con i biancazzurri ad annaspare pur senza sbracare, difatti al 30’ era sempre -9 Roseto, 54 a 63, ma coi biancazzurri incapaci di difendere con la stessa intensità dei primi venti minuti. L’ultimo quarto viveva sulla spinta di Contento, 8 punti nei 10 minuti finali e un canestro che meriterebbe di finire nella top ten: palla rubata in difesa con un tocco a portarla avanti, palleggio dietro la schiena per superare l’avversario e uso del corpo perfetto per appoggiare a canestro il contropiede del -7, 68-75 al 35’.
Il PalaMaggetti provava a spingere, Carlino si svegliava dal torpore, e il minuto dopo colpiva per 3 volte consecutive dall’arco virile: a 2 minuti alla fine, sul 77-80, c’era un solo possesso di differenza. Era però quello anche il momento dei giocatori di alto livello, e purtroppo erano quelli in gialloblù: Corbett da 3, due canestri di Powell, e gara chiusa. Peccato perché nel frattempo Orzinuovi, che verrà domenica prossima al PalaMaggetti, ha battuto Ravenna salendo a 8 in classifica: sarà un match rivelatore delle ambizioni degli Sharks, forse un po’ distratti dalle vicende societarie.
Marco Rapone
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