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30 Dicembre 2019

ROSETO. Si chiedeva una prova d’orgoglio e c’è stata: la Sapori Veri Roseto ha infatti battuto con autorevolezza la Juve Caserta per 84 a 72, al termine di una gara che è stata in bilico giusto i...

ROSETO. Si chiedeva una prova d’orgoglio e c’è stata: la Sapori Veri Roseto ha infatti battuto con autorevolezza la Juve Caserta per 84 a 72, al termine di una gara che è stata in bilico giusto i primi minuti del primo quarto. Dopo la cocente sconfitta di Udine dello scorso turno, tutti speravano in una reazione a livello mentale, prima ancora che tecnico ed agonistico, che c’è stata. Alla palla a due, infatti, le squadre (entrambe con un’assenza per parte, Sousa per i campani, Oliva per gli abruzzesi) partivano bene come ritmo, con gli Sharks a giovarsi della linea verde, grazie alle scorribande di Canka ed al gioco vicino al canestro di Bayehe. Un equilibrio che però durava 5 minuti. Da quel punto in avanti infatti, gli Sharks piazzavano un parziale di 13 a zero, che spegneva una Caserta sembrata davvero sopraffatta dagli eventi, talmente nervosa da non reagire. Non si può spiegare altrimenti come i campani perdevano ogni tipo di logica nel proprio gioco corale, ma va detto anche di una veemente litigata avvenuta in campo tra il play Allen e coach Gentile, che poi ha confermato di non avergliene mandate a dire. Una Caserta che si è mostrata ferma sulle gambe in difesa, tanto da farsi anche schiacciare in faccia sulla prima penetrazione di Nikolic, nonostante fosse messa in difesa con una zone pressing, una Caserta che commetteva l’errore di non andare praticamente mai a giocarsela più vicino al canestro avversario nonostante la presenza dei centimetri di Cusin, che, lo ricordiamo, è pur sempre l’ex pivot della nazionale. Una scelta perdente, visto che l’essersi affidati ai tiratori dall’arco non ha avuto successo, con troppi giocatori bianconeri spesso fermi come statuine del presepe ad aspettar il pallone buono, perdendone ben 6. Nel frattempo gli Squali si comportavano secondo natura: sentito l’odore del sangue, piazzavano la mossa vincente per mano dei due leader: Pierich infilava 3 triple pesantissime, mentre Jones portava a scuola tutti capitalizzando tiri e falli, con il giovane lungagnone Mabor (215 centimetri) a reclamare spazio per segnare i suoi primi punti in questa serie A2. Era solo la fine del primo quarto, e Caserta era già tramortita, sotto di 20 punti, che diventava un +14 all’intervallo lungo. Alla ripresa del gioco, gli ospiti ci provavano ad alzare un po’ la difesa, ma Cusin che al 25’ commetteva in pochi attimi il suo terzo e quarto fallo era la dimostrazione pratica di come la squadra casertana fosse davvero vuota dentro. Messo agli atti un duro fallo di Turel a metà campo su Bobby Jones, che sembrava buono per scatenare una rissa, la gara scivolava poi pian piano verso la sua conclusione, coi padroni di casa a giocare col cronometro dando spazio a chi gioca meno, riuscendo comunque a mantenere un sostanzioso vantaggio fino alla sfuriata finale degli ospiti, piuttosto pleonastica e buona solo per le statistiche personali di Turel. Roseto sale così a quota 12 uscendo dalla zona playout: ma domenica dovrà giocare contro la difficile Imola dell’ex coach Di Paolantonio.
Marco Rapone
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