SERIE A2»LA PRIMA DI RITORNO

UDINE. Niente da fare per la Sapori Veri Roseto che esce con le ossa rotte dalla trasferta di Udine: 84 a 61 il risultato finale, un +23 che la dice lunga su quanto gli udinesi siano stati efficaci...
UDINE. Niente da fare per la Sapori Veri Roseto che esce con le ossa rotte dalla trasferta di Udine: 84 a 61 il risultato finale, un +23 che la dice lunga su quanto gli udinesi siano stati efficaci nel corso di tutto l’incontro. Sia chiaro che una sconfitta di queste proporzioni, arrivata contro una delle squadre da sempre indicate tra le favorite in questo campionato ci poteva anche stare, ma quello che ha lasciato perplessi è stata l’inconsistenza palesata dal quintetto biancazzurro, mai in grado di reagire alle giocate degli avversari. Insomma, si sperava in un Roseto imprevedibile, che facesse vedere ancora una crescita dopo la bella prova di sette giorni fa in casa contro Ferrara. Invece a prevalere sono state le letture tattiche di coach Ramagli, che ha messo in campo un piano gara che si è dimostrato ineccepibile: togliere il contropiede primario a tutti i costi, anche con i falli, ed indurre così Roseto a giocare sui ritmi bassi, più congeniali agli udinesi, spazzando poi via i raddoppi difensivi biancazzurri in post basso sul pivot grazie alle letture di un centro forte come Beverly, che ha sistematicamente punito questa azione sia segnando che scaricando ai compagni liberi. La miglior dimostrazione della propria forza Udine l’ha data ad inizio secondo quarto, quando in un minuto ha raggiunto il bonus per falli commessi: lì la squadra non si è disunita, anzi, dimostrando di avere un gran carattere che ha permesso loro di riallungare sui rosetani ogni qualvolta riuscivano a rifarsi sotto fino ad un possesso di vantaggio. E se pensiamo che Nobile non ha giocato per gli udinesi per un problema alla coscia (da ricordare per la cronaca che per Roseto non c’era il croato Menalo), va rimarcata la prestazione di Antonutti, dato in forse nel prepartita per un problema alla mano sinistra, capitano che invece si è fatto valere segnando 18 punti tra cui i canestri della prima vera spallata, quella che al 20’ permetteva agli udinesi di andare avanti sul +11, 44-33. Il resto del match è stato qualcosa di molto vicino al cosiddetto “garbage time”, venti minuti in cui il leit motiv della partita non è cambiato, con i padroni di casa ad andare avanti fino al +23 al 24’ (58-35), anticipando quello che sarà poi il distacco finale. Nel mezzo Udine piazza ben sei giocatori in doppia cifra a referto, mentre per Roseto a parte il solito impagabile Bayehe e un De Fabritiis da 13 punti, hanno steccato sia Pierich che Jones, per quest’ultimo davvero una partita no iniziata con due falli in attacco nei primi 3 minuti e uno zero su 2 dalla lunetta che hanno subito reso la strada in salita a lui e agli Sharks. Molto deluso a fine match il capitano del Roseto Simone Pierich: «Dobbiamo dirlo, stavolta siamo stati vergognosi. Peccato perché speravamo davvero di fare qualcosa di meglio: certo, Udine è stata brava, ma noi purtroppo ci abbiamo messo del nostro, soprattutto in difesa dove non ci è riuscito niente di ciò che avevamo preparato. E questa è solo colpa nostra». Meglio per gli Sharks liberare la mente durante le prossime feste: si ricomincerà con gli allenamenti a Roma il 26 e poi il giorno dopo trasferimento a Roseto per preparare il match del 29 in casa contro Caserta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

